Italian Twist; Sandro Chia, Affetto, 2014 - olio su tela, 10x12 cm
Treviso, con quel suo centro storico ricco di palazzi che colpiscono per la loro bellezza e la loro cura, si presenta come luogo naturale per un armonioso matrimonio tra arte antica e arte contemporanea. Grazie allâamore della famiglia Benetton per il territorio di origine â che vede nella Fondazione il suo strumento operativo â Ăš proprio lâarte contemporanea la protagonista indiscussa della cittĂ veneta. Se in Piazza del Duomo le Gallerie delle prigioni della Fondazione Imago Mundi ospita âItalian Twistâ, una ricca collettiva di 19 giovani artisti, e mette al centro la produzione artistica italiana, in via Cornarotta Palazzo Bomben della Fondazione Benetton Studi Ricerche, accoglie lâelegante personale âInDivenire. La metamorfosi del sugheroâ di Silvia Canton.
La ricerca della Canton sottolinea una attenzione particolare della cittĂ di Treviso nei confronti di linguaggi artistici capaci di trasmettere messaggi profondi e ricchi di etica. Grazie alla disponibilitĂ e al supporto di Amorin Cork Italia, azienda leader mondiale del sughero, la grammatica espressiva della Canton, che si basa sul riciclo del sughero vergine, si pone al centro di una tematica molto attuale che Ăš la tutela dellâambiente e lo sviluppo sostenibile. Partendo da un materiale di poco valore economico, la Canton non solo ha saputo rendere i suoi lavori materici, ma Ăš anche riuscita a dare al sughero un valore estetico in grado di indagare e scuotere lâanimo dellâosservatore. In Vaia. Il supertite, lâartista ha impresso le sue emozioni sulla tela dopo avere osservato le zone devastate dalla tempesta Vaia delle Dolomiti bellunesi e, come scrive Alessandra Redaelli, curatrice della mostra, «Ú unâopera dinamica, vorticante, dove lâimprimersi della pennellata sulla tela Ăš a tratti vento incalzante e a tratti tronco tagliato del quale si possono leggere gli anni nei cerchi concentrici della sezione, in cui la pittura si alza in onde che sono al tempo stesso folate e rami, e in cui il sughero si pianta come un paladino, una protezione». Nellâopera Acqua Granda chiari sono i riferimenti alla grave marea che nel 2019 ha devastato la cittĂ di Venezia procurando vari danni anche a luoghi ricchi di storia e cultura come la cattedrale di San Marco esplicitamente inserita nel quadro quasi fosse un «vascello fantasma, oramai sradicata, rapita al mondo». In Mattanza il sughero si colora di rosso a simboleggiare la crudeltĂ di una pesca che colora di sangue le onde del mare. CosĂŹ realismo e simbolismo diventano due poli essenziali di tutta lâopera di Silvia Canton e, essendo perfettamente integrati tra loro, non mancano di catturare non solo lo sguardo, ma anche lâanima di un attento fruitore che non puĂČ rimanere inerme di fronte a tematiche tanto attuali.
Altre tematiche vengono affrontate dai giovani artisti italiani â nati tra gli anni ottanta e novanta del secolo scorso â che espongono alla Galleria delle prigioni. Sono circa una quarantina le opere presentate che â utilizzando una definizione cara al filosofo francese RenĂš Daumal â si potrebbe dire essere il corollario di un ampio âlavoro su di sĂ©â, un modo per studiare il problema della definizione dellâindividuo nel contesto ambientale e sociale. Infatti, lâobiettivo di Elisa Carollo e di Mattia Solari â curatori di âItalian Twistâ â Ăš quello di far emergere la vivacitĂ artistica italiana in uno stato di ricerca incessante, fremente e dinamico. Sperimentatori di forme, linguaggi e colori, gli artisti ospitati nelle vecchie celle della prigione analizzano i grandi temi della societĂ odierna. Questi artisti oscillano tra un recupero della tradizione artistica figurativa come, ad esempio, la pittura di Paola Angelini e di Iva Lulashi, e unâarte da considerarsi piĂč di ricerca, sia ideologia che spirituale.
Ă il caso di Serena Vestrucci, Fabio Roncato e Luca Trevisani che analizzano in modo originale la tematica del tempo e catturano lâocchio del fruitore con opere di forte impatto visivo. Invece Christian Fogarolli â con il suo progetto Stones of Madness â esplora il tema del disagio mentale, mentre Riccardo Giacconi espone due maschere e tre tende a simboleggiare i sipari di un teatro vuoto, come vuoti sono stati, nel periodo della pandemia, i luoghi di cultura. Interessante Ăš White torture, lâinstallazione site specific di Alessandro Simonini che riveste completamente una cella di tortura con 1200 calchi di gesso del dito indice che si rifĂ allâidea della Vergine di Norimberga, celebre strumento di tortura: un chiaro messaggio sia in termini letterali come condanna giudiziaria, sia in termini psicologici.
Il tema dellâintolleranza e del bullismo viene affrontato da Ruben Montini nel video Se non uccide fortifica e con le sue Pale dâAltare sulle quali compone parole utilizzando indumenti personali che diventano un vessillo per lâuguaglianza nella diversitĂ e uno strumento di visibilitĂ per coloro che lottano per una societĂ piĂč inclusiva ed equa.
Ad affiancare la collettiva le collezioni di Imago Mundi che raccontano la vasta e varia creativitĂ italiana. Una raccolta di 420 artisti che hanno presentato, in formato 10x12cm, la loro idea di arte e di Italia e che il curatore, Luca Beatrice, ha intitolato âPraestigiumâ perchĂ©, come scrive Luciano Benetton nellâintroduzione al primo catalogo «partendo dalle prestigiose radici latine su cui poggia la nostra ereditĂ , ha lâambizione di far scoccare una scintilla di ottimismo, creativitĂ , energia vitale».
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