Marina Abramovic, The Hero, 2001. Single Channel Video (black and white, sound); 14 minutes, 19 seconds. Courtesy of the Marina Abramovic Archives. © Marina Abramovic
C’è grande attesa e aspettative ancora più alte, per l’imminente mostra di Marina Abramovic alla Royal Academy di Londra, la cui apertura è in calendario per il 23 settembre 2023. Attraverso una nutrita selezione di film e fotografie, installazioni, sculture e disegni, la retrospettiva compendia 50 anni di densissima carriera della madrina della performance art, dalle prime sperimentazioni sul corpo ai lavori diventati iconici. La prima sezione unisce due delle sue performance più famose: Rhythm 0 del 1974 e The Artist is Present, del 2010. In esposizione anche i progetti realizzati con Ulay nell’arco di 12 anni.
«La mostra della Royal Academy of Arts reale non sarà una tradizionale retrospettiva, sarà un nuovo modo di vedere il mio lavoro. Includerà fotografia, tecnica mista, film, video, scultura. Includerà il lavoro di tutti i diversi periodi della mia vita e sarà presentato tematicamente, invece che cronologicamente. Questa mostra darà al pubblico la possibilità di vedere diversi aspetti del mio lavoro e della mia ricerca», ci raccontava recentemente la stessa Abramovic in una nostra intervista.
Inizialmente pianificata per il 2020 ma rinviata a causa della pandemia, si tratta anche, sorprendentemente, della prima personale dedicata a una donna in esposizione nelle gallerie principali della Royal Academy. «Inizialmente volevo intitolare la mostra Afterlife, ma abbiamo deciso di chiamarla come tutte le altre esposizioni degli artisti della Royal Academy prima di me: solo con il nome Marina Abramović, come per Antony Gormley e Ai Weiwei. Il fatto che in 255 anni non ci sia stata nessuna donna ad esibirsi da sola in questo grande spazio rende la responsabilità enorme», ha dichiarato Abramovic al Royal Academy Magazine. «Questo è uno dei motivi per cui voglio assolutamente organizzare un Women’s Tea Party al RA, un evento privato solo per le ragazze. Voglio invitare giovani artiste. Voglio invitare scrittrici, scienziate, politiche, donne di tutti i campi, attrici. Voglio investire la mia energia, dare loro il mio lavoro e la mia vita attraverso la mostre e poi prendere il tè», ha continuato Abramovic, aggiungendo: «Questa è la festa più veloce che abbia mai organizzato. Abbiamo subito trovato uno sponsor; sembra che gli inglesi adorino davvero il tè».
Insomma, Marina è carichissima anche se ha dovuto affrontare recentemente un problema fisico. A seguito di un’embolia infatti per sei mesi non potrà prendere l’aereo, una restrizione gravosa per l’artista che, di solito, come ha spiegato, prende un aereo «Ogni due, tre, cinque giorni». E dunque, per venire a Londra per l’apertura della mostra alla Royal Academy, dovrà prendere una nave da New York. Ma non potrà prendere parte a nessuna delle performance in programma, tutte molto provanti, tra cui The House with the Ocean View (2002), per la quale la performer deve rimanere senza mangiare per 12 giorni, bevendo solo acqua pura e vivendo in una sorta di casa tripartita, con servizi minimali, sempre visibile al pubblico. Le opere verranno però performante da artiste emergenti serbe.
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