Una danza di vivente e virtuale: Memmola e Pugliese nelle Chiesa di San Severo, a Napoli

di - 11 Novembre 2024

Fino al 15 novembre, nella Chiesa di San Severo al Pendino, è visitabile GIATA TAM VIVIS – Ero così felice di essere in vita, progetto promosso dall’associazione Quartiere Latino e curato da Marta Ferrara, nell’ambito dell’avviso pubblico dell’arte contemporanea del Comune di Napoli. Per l’occasione, due artisti della collezione permanente del condominio-museo in via Domenico Cirillo, Lucas Memmola e Roberto Pugliese, sono intervenuti direttamente nel tessuto urbano napoletano, in uno dei luoghi più emblematici della contaminazione tra passato, presente e futuro: la Chiesa di San Severo al Pendino.

Il titolo della mostra deriva da un frammento latino, rinvenuto nella zona absidale della chiesa, a cui i linguisti non riescono a dare un senso compiuto. Affidando l’interpretazione a sistemi di traduzione online, la frase è forzosamente traducibile come «Ero così felice di essere in vita». La misteriosa e incerta natura del frammento, forse un ex voto o un’epigrafe commemorativa, è un’occasione per riflettere artisticamente sul legame tra vita, vivente e virtuale.

Giata Tam Vivis – ero così felice di essere in vita, Lucas Memmola e Roberto Pugliese, installation view, Chiesa di San Severo al Pendino, Napoli, 2024. Ph. Antonio Battiniello. Quartiere Latino APS

La prima opera, posta nello spazio antecedente all’altare maggiore, è Industrial Equilibrium di Roberto Pugliese. Essa consiste in due bracci robotici, nati a scopo industriale, che sinergicamente dialogano, danzano oppure lottano, mediante l’uso di un software di intelligenza artificiale. All’estremità dei bracci sono inseriti, rispettivamente, uno speaker e un microfono che generano un cortocircuito perenne dovuto all’effetto Larsen. Entrambi i dispositivi, di colore nero, coronano i due corpi bianchi e, nell’insieme, l’opera ricorda dei cigni in procinto di accoppiarsi o, comunque, le movenze paiono ricalcare alcune dinamiche relazionali di questi uccelli.

Roberto Pugliese, Industrial Equilibrium, 2024 in Giata Tam Vivis – ero così felice di essere in vita, Lucas Memmola e Roberto Pugliese, 2024. Installation view. Ph. Antonio Battiniello. Quartiere Latino APS

Emerge una continuità, seppur paradossale, tra il virtuale e il vivente, come se il primo non possa generare una sua propria grazia senza il ricordo del secondo. Eppure, la coreografia, particolarmente suggestiva, a tratti commovente, fa sì che lo spettatore, per un’istante, dimentichi di essere dinanzi a delle semplici macchine. L’effetto di straniamento, a sua volta empatico, è amplificato dalla trama sonora prodotta dall’opera, il cui andamento armonico coesiste con una ricerca di possibile equilibrio tra i movimenti dei due bracci.

Davanti e intorno, l’opera è in relazione con l’intervento artistico, dal titolo Daphne, di Lucas Memmola. Al centro della navata unica e nelle nicchie delle cappelle laterali è esposto un complesso di sculture raffiguranti tronchi, rami, foglie e fiori solidificati tramite un processo di galvanizzazione con rame. Ciò che è naturale, quindi naturalmente mutevole, viene fissato dall’azione dell’artista che, ragionando sull’idea della trasformazione del mito greco, ci dà occasione di riflettere sul cambiamento come qualità profondamente umana. Nulla resta, ma tutto passa.

Lucas Memmola, Daphne, 2024, in Giata Tam Vivis – ero così felice di essere in vita, Lucas Memmola e Roberto Pugliese, 2024. Installation view. Ph. Antonio Battiniello. Quartiere Latino APS

Qualcosa però diviene traccia. Spettro del naturale nel virtuale – il caso dell’opera di Pugliese –, e fantasma dell’artificiale nel vegetale – come suggerito da Memmola –, il senso della traccia quale elemento ricorrente, e nondimeno sempre superato, è amplificato dal contesto espositivo. Infatti, la Chiesa di San Severo al Pendino è il luogo ideale in cui iniziare questa riflessione, considerando che la sua immagine attuale è frutto di una serie di stratificazioni e rifacimenti. Fondata nel 1448 con il nome originario di Santa Maria a Selice, tra la fine del Cinquecento e la metà del Seicento, la chiesa venne demolita e ricostruita. Nel 1818 la struttura fu utilizzata come prima sede dell’Archivio di Stato ma, subito dopo, con il ritorno dei religiosi, al complesso fu ridata un’immagine ecclesiastica. Danneggiata dal terremoto del 1980, la chiesa è stata restaurata, riconducendola alla sua architettura originaria.

Stratificazione, traccia e solidificazione sembrano essere dunque le parole d’ordine del luogo e delle opere pensate per esso, istruendo lo spettatore o il passante ignaro che, parafrasando Simone Weil, nulla di ciò che è umano dovrebbe apparirci estraneo.

Articoli recenti

  • Mostre

DÉTAILS. Sole caduto Aosta. Gio’ Pomodoro
al Castello Gamba di Chatillon

Fino al 21 giugno 2026, il Castello Gamba – Museo di Arte moderna e contemporanea della Valle d’Aosta – ospita…

22 Aprile 2026 22:23
  • Mercato

Nuovo record assoluto per il design all’asta: volano a $ 33,5 milioni gli specchi di Claude Lalanne

È appena successo da Sotheby’s New York: l’Ensemble di 15 specchi realizzati da Claude Lalanne per Yves Saint Laurent e…

22 Aprile 2026 18:46
  • Design

Milano Design Week 2026: la nuova geografia passa dalle reti indipendenti

Più che una mappa di quartieri, la settimana milanese del design si rivela un’infrastruttura di relazioni. Tra designer emergenti, atelier,…

22 Aprile 2026 18:00
  • Mostre

La pittura sospesa di Luciano Sozio ci invita a sostare nello spazio tra le cose

Alla Galleria Arrivada di Milano la prima mostra di Luciano Sozio: in esposizione una serie di dipinti che indagano la…

22 Aprile 2026 17:10
  • Mostre

Il giardino alchemico di Julie Hamisky è in mostra da Pandolfini Casa d’Aste

Nel pieno della Milano Design Week, la fragilità della materia organica si trasforma in sculture permanenti nelle opere dell'artista francese,…

22 Aprile 2026 16:30
  • Progetti e iniziative

Il Living Theatre arriva a Parma: un progetto riattiva l’eredità di Malina e Beck

Solares Fondazione delle Arti porta a Parma il progetto ROOTS: l’eredità del leggendario Living Theatre rivive con una mostra, un…

22 Aprile 2026 15:00