«Un miracolo, davvero pensi a Michelangelo!». Ultimi giorni per visitare lâopera site-specific Merci, realizzata da Borondo per la cittĂ di Bordeaux, in mostra dal 19 giugno al 20 agosto. E i commenti degli addetti ai lavori mantengono tutti questo tono.
Invitato dalla Bordeaux City Hall per la stagione culturale âLibertĂ©! 2019â, Borondo ha scelto il Temple de Chartrons, un luogo di culto abbandonato da una cinquantina dâanni. In contrasto con la monumentale compattezza della cittĂ francese, lâartista spagnolo, che abbiamo recentemente visto anche allâAltrove Festival di Catanzaro, ha scelto di realizzare una sorta di ex-voto di ringraziamento (da cui il nome della mostra) allâunico dio a cui ha sentito lâistinto di appellarsi: la natura.
Unâinstallazione imponente, realizzata utilizzando i materiali di scarto che i cittadini sono ormai disabituati a notare o elementi naturali, disponibili grazie a una collaborazione con il giardino botanico e la gestione del parco forestale delle Landes de Bordeaux, dove poi torneranno come opera ambientale. Al centro della riflessione dellâartista câĂš la complicata relazione tra uomo e natura, tenendosi lontano dallo stereotipo di un conflitto che vede lâessere umano come un violento prevaricatore.
Le contraddizioni fanno parte dello stesso elemento naturale e, in fondo, uomo e natura sono una cosa sola, sostiene lâartista, e sembra davvero di sentire lâeco di un filosofo come Spinoza. Il perturbante e il sacro sono ampiamente esplorati ma distanti sia dallâostentato muoversi tra inquietudini personali che dalla sosta in una non meglio identificata dimensione religiosa.
Ci si mette invece come sulle tracce delle radici di Borondo, conosciuto per la sua raffinatezza e sensibilitĂ . Tutti i linguaggi artistici sono messi in campo per seguire unâidea: tecnica pittorica, scultura, video, anche se Borondo sembra lavorare prevalentemente con la luce e con le ombre che, da essa, vengono generate. Come un moderno stregone. Un lavoro, quello dellâartista, nato con un periodo di residenza in cittĂ . Un tempo in cui Borondo ha esplorato, studiato, guardato, lasciandosi contaminare dal contesto, sempre necessario per la realizzazione dei suoi lavori.
E non Ăš un caso se il CAPC-musĂ©e dâart contemporain de Bordeaux ha deciso di acquisire nella sua collezione tutti i dipinti murali realizzati allâinterno del progetto. Un lavoro che esplora in maniera originale anche il concetto di limite, per tracciarlo, conoscerlo ed entrarci dentro, come in un altro mondo. «Se immagini un limite pensi ad una linea orizzontale, ma in una linea orizzontale puoi anche vedere lâorizzonte, quindi il limite Ăš unâapertura», nelle parole dellâartista.
Ecco un assaggio del work in progress del progetto.
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