What Presence, contemporaneità dell’arte astratta alla Galleria Luca Tommasi di Milano

di - 25 Marzo 2024

L’astrattismo nasce nei primi anni del Novecento (Kandinskiy, Klee) insieme al desiderio di superare certi paradigmi illuministi e razionalisti e come rifiuto di sottomettersi alla realtà. Da allora, il processo di evoluzione della pittura astratta è stato inarrestabile, un fiume in piena, difficile da contenere, che in certi casi ha tracimato, in altri ha messo allo scoperto detriti e scorie poco significative. Comunque sia, l’astrattismo in pittura ci ha consegnato una verità indiscutibile: il linguaggio visuale non può che essere polisemico. Come sostiene Roland Barthes, in mancanza di un codice o di un contesto interpretativo esplicito il messaggio diventa automaticamente soggettivo e interpretabile in molti modi e a seconda di chi vi si approccia.

What Presence, la mostra allestita presso la Galleria Luca Tommasi di Milano, in via Cola Montano 40, con l’esposizione di opere di dieci artisti di levatura internazionale, cerca di fornire qualche coordinata più precisa per cogliere il senso di alcune scelte creative che hanno caratterizzato il periodo che va dagli anni Settanta ai successivi anni Ottanta/Novanta del secolo scorso. Si tratta, anche in questo caso, di una impresa tutt’altro che semplice. Ma Alex Bacon, in un suo articolato intervento di presentazione della mostra, ha fornito molti elementi sui quali riflettere per esplorare i diversi sistemi utilizzati dagli artisti di tre generazioni per ritrovare nella pittura, un mezzo espressivo che si stava svuotando di senso, un rilancio creativo.

Joseph Marioni Red 2012 Acrilico e lino su telaio / acrylic and linen on stretcher cm 120×100 / 47,24 x 39,37 in

Il punto di partenza è l’opera di Joseph Marioni, intitolata Red 2012, acrilico su tela. Siamo di fronte a un monocromo che però non va inteso come ricerca minimalista di “reductium ad unum”. Piuttosto è la ricerca del grado zero dell’arte astratta, il punto limite nel quale ogni ridondanza, ogni anomalia viene espunta dalla elaborazione artistica in quanto basta l’efficacia eloquente del colore in sé, che comunque lascia visibile anche la traccia della pennellata della mano dell’artista.

In questo senso, viene meno la configurazione teleologica dell’opera, cioè l’idea che l’artista debba per forza mirare al raggiungimento di uno scopo sia etico-conoscitivo o puramente edonistico. Al contrario, ciò che in un’opera resiste a qualsiasi tentativo di spiegazione o di senso (l’indicibilità) può essere proprio l’aspetto più stimolante che catalizza e orienta l’atto di fruizione e alimenta infinite, spesso provvisorie, dimensioni ermeneutiche, che però oltrepassano una passiva contemplazione dell’opera e della sua mera esteriorità.

Interessanti anche i lavori di Carmengloria Morales, Dittico S 18-3-01, 2018, pigmenti, metalli, acrilici su tela. I lavori geometrici a griglia di Peter Halley, Peter Schuyff, Daniel Sturgis e Mark Francis che vivono di espliciti riferimenti storici. Senza ignorare le colate di stampo processuale di John Armleder e Ian Davenport.

Peter Schuyff First Nine, 2023 Olio su tela di lino / Oil on linen 100 × 100 cm / 39 3/8 × 39 3/8 in.

Sono artisti che accanto all’astrazione geometrica, si lasciano sedurre dagli sconfinamenti nell’Optical Art, non solo per provocare un impatto ottico in chi guarda ma anche per lanciare un richiamo allo stordimento dei sensi visivi (Shuyff), ai circuiti stampati e ai sistemi di controllo (Halley) messi in atto dalla società in cui viviamo.

Originale l’apporto di Alexis Harding con le sue tecniche di lavorazione dell’opera che si avvale di contributi chimici e le idee di Jonathan Lasker che con ironia affronta il tema della metafora, dando valore soggettivo al colore. Qui i filoni si mischiano e si intrecciano, tra spinte concettuali, progressiste, tattiche shock: definire una identità propria in un mondo artistico dove proliferano e si ibridano in continuazione le idee diventa impresa improba ma per certi aspetti anche affascinante.

What Presence, veduta della mostra, Galleria Luca Tommasi Arte Contemporanea, Milano, 2024
What Presence, veduta della mostra, Galleria Luca Tommasi Arte Contemporanea, Milano, 2024
What Presence, veduta della mostra, Galleria Luca Tommasi Arte Contemporanea, Milano, 2024
What Presence, veduta della mostra, Galleria Luca Tommasi Arte Contemporanea, Milano, 2024

La mostra What Presence sarà visitabile presso la galleria Luca Tommasi Arte Contemporanea fino al 14 aprile 2024.

Articoli recenti

  • Personaggi

Alfredo Accatino racconta la Cerimonia Paralimpica all’Arena di Verona

Arte contemporanea, danza e musica per la Cerimonia di Apertura Paralimpica realizzata da Filmmaster: Alfredo Accatino ci racconta il progetto…

14 Marzo 2026 14:30
  • Progetti e iniziative

Alla Fondazione Il Bisonte di Firenze quattro artisti rileggono la tradizione della grafica

La Fondazione Il Bisonte presenta le opere di Lori Lako, Leonardo Meoni, Bianca Migliorini e Chiara Ventura, nella mostra conclusiva…

14 Marzo 2026 12:30
  • Arte contemporanea

L’Uruguay alla Biennale di Venezia 2026, con la poetica dell’antifragile di Margaret Whyte

Margaret Whyte rappresenterà l’Uruguay alla Biennale di Venezia 2026, con un’installazione che intreccia tessuti e resti tecnologici per riflettere sul…

14 Marzo 2026 11:30
  • Attualità

Chi ha bisogno del vero nome di Banksy? Anonimato e potere in cinque opere chiave

L’inchiesta di Reuters sull'identità di Banksy apre una domanda: a chi giova conoscere il suo vero nome? Un’analisi del suo…

14 Marzo 2026 10:51
  • Mostre

Nella soglia della pittura: Bonenti, Kokanovic e Zolfaghari alla Galleria Heimat di Roma

Alla Galleria Heimat di Roma il progetto di Pamela Berry riunisce gli artisti Manuela Kokanovic, Giovanna Bonenti e Benymin Zolfagari…

14 Marzo 2026 10:30
  • Cinema

I Peccatori: sedici nomination e nessun miracolo

Il caso del nuovo film di Ryan Coogler, con il numero più alto di sempre di candidature agli Oscar, racconta…

14 Marzo 2026 10:00