WHITESPACE Projects/Napoli
Nella mappa di un mondo sempre più frammentato, Napoli e New York si trovano sulla stessa linea geografica e simbolica. Due città che condividono un parallelo – il 40° nord – e anche un’attitudine, un certo ritmo urbano, la persistenza di un margine fertile dove si ramificano ed emergono visioni inedite e spesso eccentriche. Una junction che oggi trova nuova linfa in WHITESPACE Projects/Napoli, spazio indipendente ideato dall’artista e mecenate Pietro Costa, nato in Campania nel 1960 e attivo da oltre 50 anni tra Europa e Stati Uniti.
Ma la traiettoria di WHITESPACE supera l’asse transatlantico. A completare l’orbita è l’Oriente, evocato dal concetto giapponese di Ma, quello spazio bianco che non separa ma unisce, non isola ma amplifica, diventando il luogo dell’attesa, dell’ascolto, della possibilità. Un principio che informa tanto la filosofia di Costa quanto la programmazione dello spazio: interstizio progettuale, apertura al possibile, contenitore di espressioni ibride, contaminazioni disciplinari e dialoghi interculturali. «Con WHITESPACE Projects/Napoli spero che la città si arricchisca di un nuovo spazio di dialogo dove costruire nuove relazioni e visioni dal respiro internazionale», ha spiegato Costa che fondò nel 2002, a New York, la non-profit Luquer Street Projects e nel 2017-18 il programma di residenze BACAS – Borghi Antichi Cultura Arti e Scienze nel Vallo di Diano.
Il coordinamento curatoriale di WHITESPACE è affidato a Concetta Luise, storica dell’arte e curatrice formatasi tra Napoli, Bologna e New York, con esperienze al Drawing Center, alla David Zwirner Gallery e da Christie’s. A inaugurare la programmazione sarà Agnes Questionmark, artista attiva tra Italia e Stati Uniti, che sarà la prima ospite della summer residency di WHITESPACE Projects/Napoli. Durante il soggiorno, Questionmark lavorerà al progetto per la 18ma Quadriennale d’Arte di Roma e a una mostra personale site specific che segnerà l’apertura ufficiale dello spazio al pubblico nell’autunno 2025. Il progetto sarà curato da Alessandra Troncone, già tra le curatrici della stessa Quadriennale, in collaborazione con Luise.
Il legame tra Costa e Questionmark si fonda su un’affinità di visione. «La scelta di Agnes Questionmark come prima artista ospite a WHITESPACE Projects/Napoli, è perfettamente in sintonia con il progetto bloodworks che ho iniziato nel 1989», ha spiegato Costa. «Bloodworks propone una ricerca sull’identità genetica e antropologica basata sull’utilizzo del sangue, mio e dei donatori, per realizzare ritratti e opere astratte. Penso che dentro ciascuno di noi sia contenuto il mistero dell’intero universo e Agnes Questionmark rappresenta perfettamente tutti coloro che spingono i limiti dell’arte beyond-human».
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