Il mantello: da San Michele a Batman, iconografia del bene e del male

di - 3 Marzo 2021

Se la pandemia non avesse sconvolto il mondo, per gli appassionati di supereroi il 2021 sarebbe stato l’anno dell’attesissimo The Batman, con Robert Pattinson a vestire per la prima volta i panni del Cavaliere Oscuro, ereditando il mantello da Ben Affleck. Con l’arrivo nelle sale al momento rimandato a marzo 2022, ai fan dell’uomo pipistrello non rimane che attendere.

Nel frattempo un esperimento interessante per gli amanti della storia dell’arte potrebbe essere quello di analizzare l’iconografia di Batman, sia a livello cinematografico che soprattutto nei fumetti, provando a rintracciare le sue radici nella cultura figurativa dell’arte moderna. Il cavaliere oscuro è oggi il prototipo dell’eroe che combatte instancabilmente e incessantemente per far trionfare la giustizia e, allargando il campo anche ai suoi villains, primo fra tutti Joker, possiamo ricondurre tutta la saga alla primordiale idea di lotta tra bene e male.

Quest’ultima è una delle tematiche principali di tutta l’arte – circoscrivendo per motivi di spazio l’analisi a quella occidentale dal Trecento all’Ottocento – legata ai valori del Cristianesimo. Probabilmente quello che oggi rappresentano i supereroi, nei secoli scorsi era incarnato non solo dai guerrieri e gli eroi in senso stretto ma anche dai santi, i campioni della fede, impegnati nell’eterno conflitto tra bene e male. Ed ecco che se si ripercorre l’iconografia di alcuni santi guerrieri come San Giorgio e San Martino vediamo che le similitudini a livello di immagine con gli attuali eroi dei fumetti sono molte tra cui quella più riconoscibile è il mantello.

Quando Bob Kane creò il personaggio di Batman, con l’aiuto di Bill Finger, trasse ispirazione principalmente da personaggi del suo tempo, in particolare dai film Il segno di Zorro e The Bat. Per alcuni dettagli però prese spunto anche dai disegni di Leonardo Da Vinci sulle macchine volanti, elemento che fa supporre che non fosse a digiuno della cultura visiva del Rinascimento.

Tra i santi cristiani più raffigurati nel corso dei secoli ce n’è uno che iconograficamente è simile all’uomo pipistrello e si tratta di San Michele Arcangelo. Mettendo da parte l’aspetto religioso, le similitudini tra i due personaggi sono molte, in primis perché entrambi sono in prima linea nella lotta tra il bene e il male: San Michele è a capo delle schiere celesti, impegnato in una perpetua lotta contro il demonio. Nei dipinti spesso è raffigurato trionfante, con il piede che schiaccia il suo eterno nemico – si pensi allo straordinario Guido Reni della Chiesa di Santa Maria della Concezione a Roma – e a livello visivo può ricordare le strisce in cui Batman compare insieme al suo rivale numero uno, Joker: come ad esempio nell’epico finale di The Killing Joke, realizzato da Alan Moore e Brian Bolland, oppure, a livello cinematografico, nel faccia a faccia tra Batman-Micheal Keaton e Joker-Jack Nicholson sul campanile della cattedrale di Gotham City.

Seppur con due costruzioni visive diverse, sopra-sotto per San Michele e frontale per l’uomo pipistrello, la valenza archetipica di una lotta ancestrale, senza quartiere, è evidente. Per quanto riguarda gli attributi iconografici la somiglianza è ancora più marcata. Se nel XIV e XV secolo San Michele è stato rappresentato in posizione statica – si pensi alla raffigurazione contemplativa e assorta, squisitamente rinascimentale, interpretata da Piero della Francesca alla National Gallery di Londra o a quella simile di Ercole de’ Roberti nella tavoletta della Pinacoteca di Bologna – con Raffaello le cose iniziano a cambiare e nel suo San Michele sconfigge Satana del Louvre, l’angelo sembra planare sul corpo del nemico, in un movimento discendente che certo ricorda le incursioni del cavaliere oscuro che piomba dall’alto per sgominare la criminalità di Gotham: un’immagine che potrebbe essere resa molto bene ad esempio dal San Michele di Domenico Beccafumi, oggi nella Pinacoteca di Siena.

Guido Reni, San Michele

Guardando al periodo barocco, l’effetto scenico del volo è ovviamente accentuato ed è quello che più accomuna i due personaggi: mentre quello di San Michele è un volo di natura divina, quello di Batman sembra idealmente concretizzare il sogno di Leonardo – e di tanti altri – di poter far volare gli uomini con ali artificiali. A conclusione di questa ideale galleria di immagini, la volta della cappella di Saint Sulpice affrescata da Delacroix con il protagonista sospeso in aria, ad ali spiegate, che ricaccia il diavolo nelle viscere della terra.

Eugène Delacroix, San Michele

Mentre però la rappresentazione di San Michele sostanzialmente non viene modificata dagli artisti nel corso di cinquecento anni se non per il volo (gli attributi sono sempre gli stessi, la spada e qualche volta la bilancia simbolo della giustizia), negli ottant’anni di vita del Cavaliere Oscuro a volte i suoi disegnatori hanno caricato il personaggio di tratti vagamente demoniaci, soprannaturali, come ad esempio nelle splendide storie disegnate da Kelley Jones.

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