Categorie: Arte moderna

L’Art Déco ritorna a Bruxelles, tra riallestimenti e progetti museali

di - 11 Luglio 2025

Il Museo di Arte e Storia di Bruxelles inaugura due nuove gallerie permanenti dedicate alle arti decorative dal XIX al XX secolo, per un’estensione complessiva di 1.200 metri quadri: un intervento museografico di ampio respiro che coincide con l’Anno dell’Art Déco, restituendo centralità a una stagione artistica fondamentale per la costruzione dell’identità visiva della città.

Art Dèco e Art Nouveau al Museo di Arte e Storia di Bruxelles

Si tratta di uno dei progetti più significativi mai intrapresi dal Museo, fondato nel 1835 e situato nel Parco del Cinquantenario, che custodisce collezioni etnografiche, archeologiche e artistiche tra le più ricche d’Europa. Questa volta, al centro dell’attenzione sono le arti decorative, con un focus specifico sul Belgio tra Ottocento e primo Novecento, per riattivare la memoria di un patrimonio che finora era rimasto inaccessibile al pubblico e ripensarlo secondo criteri narrativi contemporanei.

La prima galleria, su 500 metri quadri, propone un percorso attraverso le metamorfosi dell’arte figurativa e dell’arredo borghese del XIX secolo. Dallo stile Impero al Neogotico, fino al Giapponismo e ai primi fermenti dell’Art Nouveau, il visitatore è guidato attraverso un secolo di trasformazioni sociali, industriali e simboliche. Tra i pezzi di spicco, mobili della celebre dinastia di ebanisti Jacob – protagonisti anche nella notte danzante della Duchessa di Richmond alla vigilia della battaglia di Quatre Bras – e una coppia di raffinati candelabri Odiot, provenienti dalla collezione della Fondazione Re Baldovino.

La seconda galleria è interamente dedicata all’evoluzione delle arti decorative in Belgio tra il 1900 e il 1940. Articolata su 715 metri quadri, questa sezione getta nuova luce sui protagonisti dell’Art Nouveau e dell’Art Déco belga: Victor Horta, Henry van de Velde, Paul Hankar, Léon Sneyers, Paul Hamesse, Gustave Serrurier-Bovy, Oscar van de Voorde. Tra le opere esposte, il restauro del Giardino d’Inverno progettato da Horta per l’ingegnere Jean Cousin, smantellato negli anni Sessanta e oggi restituito al pubblico in tutta la sua eleganza visionaria. L’ultima parte del percorso, dedicata all’Art Déco, racconta lo slancio modernista che esplose dopo l’Esposizione di Parigi del 1925.

Breve storia dell’Art Déco a Bruxelles: i luoghi iconici

A Bruxelles, l’Art Déco rappresenta una vera e propria chiave di lettura dell’identità urbana tra le due guerre. Con le sue linee geometriche, le decorazioni eleganti e una visione sofisticata del comfort moderno, questo linguaggio formale ha accompagnato lo slancio dei “ruggenti Anni Venti” e ha prolungato la sua influenza per tutto il decennio successivo.

Simbolo di un’epoca segnata dalla modernizzazione e dall’emancipazione sociale, l’Art Déco ha lasciato un’impronta duratura nell’arredamento, nelle arti decorative e nell’architettura della capitale belga. Dopo aver rivoluzionato il volto della città con l’Art Nouveau, Victor Horta fu anche protagonista della sua stagione Déco, in particolare con il Palazzo delle Belle Arti (1922–1929), edificio-simbolo di un nuovo linguaggio urbano. Accanto a lui, architetti come Michel Polak, Jean-Baptiste Dewin e Adrien Blomme contribuirono a ridefinire l’estetica della modernità.

Proprio Dewin firmò uno degli esempi più affascinanti di architettura pubblica Art Déco a Bruxelles: il Municipio di Forest (1935–1939), recentemente restaurato. L’edificio, realizzato con materiali locali e arricchito da sculture, vetrate e rivestimenti di straordinaria eleganza, è oggi considerato un capolavoro del genere, simbolo del rinnovamento civile e della prosperità industriale del periodo tra le due guerre.

Ancora più monumentale è la Basilica del Sacro Cuore a Koekelberg, concepita inizialmente da re Leopoldo II come omaggio al modello parigino del Sacré-Cœur e successivamente reinterpretata in chiave déco dall’architetto Albert Van Huffel, che nel 1925 presentò il suo progetto all’Esposizione Internazionale di Arti Decorative e Industriali Moderne di Parigi, dove fu premiato. Con la sua imponente cupola in rame, la Basilica è oggi riconosciuta come il più grande edificio Art Déco al mondo ed è sede di eventi culturali e dei musei delle Sœurs Noires e dell’Arte Religiosa Moderna. La sua silhouette domina l’orizzonte urbano di Bruxelles, offrendo, nei giorni più limpidi, una vista che si estende fino alle Fiandre e alla Vallonia.

Gli appuntamenti di visit.brussels

Oggi Bruxelles conserva un patrimonio Art Déco tra i più vasti e coerenti d’Europa: dalle ville private alla monumentale Basilica di Koekelberg, il più grande edificio Art Déco al mondo. Nel 2025, a 100 anni dall’Esposizione Internazionale di Parigi che consacrò il movimento, visit.brussels,  l’ente di promozione del turismo della Regione di Bruxelles, celebra questo lascito con una ricca stagione di mostre, itinerari guidati e aperture straordinarie, proseguendo idealmente il successo dell’Anno Art Nouveau del 2023.

In parallelo, anche la Maison Autrique, capolavoro Art Nouveau firmato da Horta, propone un approfondimento con la mostra Loisirs-Plezier Brussels 1920–1940, visitabile fino all’aprile 2026. Un viaggio nel tempo libero dei brussellesi tra le due guerre: dal cinema alle radio, dai jazz club alle sale da ballo, tra manifesti, riviste e oggetti che raccontano un’epoca di modernità elettrizzante.

Infine, la Villa Empain si prepara ad accogliere in autunno la mostra Fashion in the 1920s and 1930s, dedicata alla moda tra le due guerre. Un’occasione per esplorare la connessione tra emancipazione femminile, sperimentazione stilistica e spirito del tempo, in uno dei luoghi simbolo dell’Art Déco europeo.

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