Cornelis De Wael, Alloggiare i pellegrini, 1640. Musei di Strada Nuova, Genova
Era il 1640, quando lâaristocratico genovese Pierfrancesco Grimaldi commissionò al pittore Cornelis De Wael una serie di dipinti di particolare rilievo: le Sette opere di Misericordia. Questo genere di rappresentazioni appartiene ad una tradizione moraleggiante molto apprezzata dalla nobiltĂ e dalle istituzioni ecclesiastiche nel secolo della Controriforma, e non si faticherĂ per esempio a ricordare che anche il Caravaggio ce ne ha regalato uno splendido esempio nella sua Madonna della Misericordia conservata presso il Pio Monte di Napoli.
In quel lontano inizio Seicento le principali committenze genovesi si rivolgono alla bottega di De Wael per ottenere tele caratterizzate da uno stile vivace, dalla raffigurazione realistica ed efficace, ed eseguite secondo il gusto della maniera fiamminga, che allâepoca veniva da piĂš parti apprezzato.
Considerato il primo vero mercante dâarte a Genova, Cornelis coniugò lâattivitĂ artistica con il commercio, operando anche come agente e intermediario per conto di altri artisti, mercanti e collezionisti. IntuĂŹ la potenzialitĂ del mercato genovese, che poteva offrire occasioni di ingaggio o di vendita a una clientela assai diversificata, rivolgendosi tanto alle classi nobiliari quanto alle ricche borghesie mercantili attive in cittĂ . Il suo tratto appare perfettamente confacente alle opere di un artista nordico, specializzato in quadri da stanza, di piccole o medie dimensioni e con soggetti quotidiani e decorativi. Opere per tutti i portafogli, che inaugurano una nuova moda per scene di genere, che possiamo apprezzare in qualitĂ di interessanti testimonianze di storia e costume della Genova del tempo.
La mostra si apre con lâintenzione di presentare al pubblico un nuovo dipinto da poco entrato in collezione: Alloggiare i pellegrini, ossia la quarta delle Sette opere di Misericordia eseguite per il Grimaldi. Riapparso recentemente sul mercato antiquario milanese e comprato da un privato, è stato quasi subito depositato presso il museo genovese, andando ad arricchire il suo giĂ importante nucleo di opere fiamminghe. La mostra approfondisce i principali temi e soggetti tipici della produzione di De Wael durante la sua attivitĂ in Liguria, mettendo a confronto diverse tele e fornendo al pubblico degli accurati apparati didascalici grazie ai quali è possibile ricostruire modelli e disegni che fanno eco alle opere in sala.
Tra le caratteristiche della pittura di Cornelis, non mancava di essere apprezzata giĂ dagli intenditori e specialisti del passato la sua inclinazione per aspetti quali ÂŤnaturalezza e veritĂ Âť, espressione formulata dallo storico Raffaele Soprani nel XVII secolo e scelta non casualmente come titolo della mostra. I piĂš appassionati e i curiosi potranno inoltre giocare a esplorare tutti i dettagli nascosti nei dipinti, secondo la migliore tradizione nordica, riconoscendo personaggi, oggetti, e costumi che ci raccontano molto della Genova di inizio Seicento, cosĂŹ come le ambientazioni realistiche, mutuate dalle imponenti architetture cittadine, in cui si scorgono giardini, loggiati, palazzi e piazze pubbliche.
La mostra è inoltre una rara occasione per poter apprezzare alcune opere provenienti dalla collezione dâarte di Banco BPM, che ha prestato ai Musei di Strada Nuova undici tele presenti nelle sue raccolte private. Questo nucleo firmato da De Wael arricchisce ulteriormente la narrazione del percorso, ricostruendo buona parte del ciclo originale e facendo uscire dalle sale auliche di Palazzo Spinola Gambaro i dipinti che qui solitamente vengono conservati.
In aggiunta, nellâottica di promuovere e valorizzare i patrimoni storici e artistici non solo del museo ma anche dellâistituto bancario, sono previste delle visite speciali allâedificio genovese costruito allâinizio della monumentale Strada Nuova, dove sarĂ possibile apprezzare la trionfale decorazione barocca realizzata da Domenico Piola e anche alcune altre opere della raccolta bancaria.
Informazioni e date di apertura sul sito ufficiale dei Musei di Genova.
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