La collezione permanente della Galleria d’Arte Moderna di Romacomprende una raccolta di una quarantina di pezzi, tra dipinti, statue e disegni, attestante la presenza e l’attività, nella Capitale, intorno agli anni ’30 del Novecento, di una piccola colonia di artisti ungheresi, al cui interno si profilava una scuola romanacreata dal critico d’arte Tibor Gerevich. Perché in quel periodo, come documenta uno studio della storica dell’arte Ildikó Fehér,facilmente reperibile su internet (Academia.edu), crebbe un diffuso interesse non istituzionale per la cultura magiara. Ne sono testimonianza La Mostra d’Arte Ungherese del ’28, Il padiglione dell’arte ungherese nella Mostra Internazionale d’Arte Sacra del ’32 e del ’34, la costituzione dell’Accademia d’Ungheria in Via Giulia. Apprezziamo oggi una selezione di opere di questa peculiare collezione semisconosciuta (accostata dai curatori ad un’altra selezione di taglio avanguardistico, proveniente da alcunimusei magiari), all’interno della mostra dedicata a László Moholy–Nagy (Bácsborsód,1895 – Chicago,1946), a 125 anni dalla nascita.
Luigi Capano
Mostra visitata il 18 gennaio
Dal 28 novembre 2019 al 15 marzo 2020
” La Rivoluzione della Visione. Verso il Bauhaus. Moholy-Nagy e i suoi contemporanei ungheresi” a cura di Katalin Nagy T. , Arianna Angelelli, Claudio Crescentini (sezione “Budapest a Roma”) promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, Accademia d’Ungheria in Roma
In collaborazione con Museo Déri di Debrecen, Museo della Fotografia Ungherese di Kecskemét e Istituto Luce-Cinecittà
Organizzazione Zètema progetto Cultura
Galleria d’Arte Moderna di Roma
Via Francesco Crispi, 24, Roma
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