16,932 kg è la vittoria sulla spinta di Archimede, frutto di una matematica elaborazione sul rapporto tra il peso di un corpo, il suo volume e il fluido in cui è immerso. Una lenta vestizione di elementi raccolti, scelti, legati. La performance di Emma Brunelli deriva dalla sua ricerca sul corpo come medium per ritrovare un’intimità con la natura. Il rifiuto di ogni rigida contrapposizione tra umano e vegetale muove la sua ricerca verso un equilibrio primordiale che vada oltre la semplice armonia con la natura verso un antispecismo mistico e il superamento dell’io individuale. Testo curatoriale a cura di Fabiola Ceglie e Marta Montoni, storiche dell’arte e fondatrici del progetto Traccia d’artista.
«Il mio lavoro nasce dalla necessità di eliminare le barriere artificiali che l’uomo pone come limite tra sé e il mondo animale e vegetale, riportando l’osservatore in uno stato primordiale idealizzato, creando spazi di raccoglimento e silenzio», così Brunelli descrive la sua ricerca. «ll corpo diventa mezzo espressivo per ritrovare un’intimità e un contatto diretto con la natura. Il continuo tentativo di raggiungere un livello di empatia più profondo, mi porta a rielaborare principi matematici e leggi fisiche che regolano la realtà, spesso punto di partenza della mia ricerca», ha continuato l’artista, nata a Roma nel 2000.
La performance avverrà il 9 febbraio al RUFA Space dalle ore 17 alle ore 19. Dal 9 all’11 febbraio sarà possibile visitare lo spazio allestito per l’evento. Considerate le condizioni sanitarie nazionali e in osservanza delle norme di sicurezza anti Covid-19, l’accesso alla mostra sarà contingentato: potranno accedere in galleria un numero massimo di 10 persone contemporaneamente, compresi artisti e curatori, nel rispetto del Regolamento del visitatore. Per assistere alla performance è necessario prenotare, qui.
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