Categorie: Arti performative

Luci nella notte che arriva: Latifa Laâbissi e Marcelo Evelin per Xing

di - 12 Luglio 2022

Sono le ore 22 e in via Giovanni Chiarini a Bologna, accanto all’Area Ortiva Comunale “Boschetto”, si sta a poco a poco radunando un cospicuo numero di persone nell’attesa di assistere alla prima nazionale de “La Nuit tombe quand elle veut” (La notte scende quando vuole), una performance dei coreografi e performer Latifa Laâbissi e Marcelo Evelin. Presentata da Xing nell’ambito di Bologna Estate 2022, la performance dovrebbe cominciare a breve in una radura sulle rive del fiume Reno, a poca distanza dal punto di ritrovo indicato dagli organizzatori dove i presenti ormai riuniti attendono pazientemente un segnale. Situato precisamente alle coordinate geografiche 44°29’57.8″N 11°16’58.2″E, il sito naturale diverrà, per l’arco della serata, un nuovo e temporaneo Hole, termine utilizzato da Xing per definire un formato sperimentale con cui indagare la ridefinizione di uno spazio pubblico attraverso l’occupazione e l’attivazione di luoghi non istituzionali.

Non passa molto tempo quando una voce invita i presenti a cominciare il cammino verso la radura. La processione si avvia guidata da verdi segnali luminosi posti lungo il tragitto che indicano la direzione da seguire. La stradina sterrata costringe i partecipanti a procedere in file dando così origine a una lunga e ordinata colonna che si dirige lentamente verso il luogo dell’evento. Il cammino termina dove il breve percorso e sbocca nella radura delimitata da macchie di vegetazione. Posti al centro del palcoscenico naturale, sotto i rami di un albero, i tre guardiani notturni Latifa Laâbissi, Marcelo Evelin e il musicista Tomas Monteiro attendono seduti l’arrivo degli spettatori. Quest’ultimi prendono silenziosamente posto sedendosi sul prato intorno ai performer. L’ampio cerchio formato spontaneamente dai partecipanti delimita così lo spazio rituale in cui si terrà la performance.

Questo incontro notturno viene concepito dai coreografi come veglia abitata da voci e suoni per segnare il passaggio simbolico tra la notte e il giorno. Laâbissi ed Evelin, accompagnati dal theremin di Monteiro, presentano una sorta di pratica medianica nella quale sono pervasi da spiriti e fantasmi assillanti: «You let your bodies be traversed by the things you (we) have seen, received, contaminate and sediment, cannibalize and bury», aveva affermato Silvia Fanti nell’intervista agli artisti “The Night Falls” pubblicata su NERO.

Latifa Laâbissi, Marcelo Evelin, La Nuit tombe quand elle veut, 06-07-2022. Fotografo Luca Ghedini, courtesy Xing

Dai corpi dei performer risuonano presenze eterogenee e disarticolate che si manifestano in una molteplicità di espressioni vocali e di movimenti, a simboleggiare la possessione delle forme rituali. Esse esprimono un senso del tempo non lineare e sincronico che congiunge frammenti da lingue, culture e tradizioni mescolati a glossolalia, linguaggi indecifrabili generati da stati emotivi tra la rabbia e l’incanto. Ne emerge una perturbante riconfigurazione utopica e insieme provocatoria dello scorrere del tutto.

Latifa Laâbissi, Marcelo Evelin, La Nuit tombe quand elle veut, 06-07-2022. Fotografo Luca Ghedini, courtesy Xing

In questo modo, Laâbissi ed Evelin mettono in crisi il concetto di civiltà come proiezione europea e razionale e ne ripensano i limiti per sconfinare e includere «Invisible entities, imaginary creatures and other forms of life». Si originano così nuovi scenari che dilatano i confini e penetrano nel non-razionale e nel non-umano. Il titolo stesso “La Nuit tombe quand elle veut” (La notte scende quando vuole) mette in luce la relazione che gli artisti intrecciano con la moltitudine di forme reali, immaginarie e soprannaturali del vivente: una posizione che implica l’assenza di controllo da parte del soggetto e il dischiudersi del desiderio di immergersi ed esserci nel fluire.

Latifa Laâbissi, Marcelo Evelin, La Nuit tombe quand elle veut, 06-07-2022. Fotografo Luca Ghedini, courtesy Xing

I costumi creati da Nadia Lauro trasformano i performer in creature luccicanti che riverberano in innumerevoli frammenti la luce del flusso del mondo e accentuano il senso di disarticolazione della moltitudine di presenze che fanno visita ai loro corpi.

Latifa Laâbissi, Marcelo Evelin, La Nuit tombe quand elle veut, 06-07-2022. Fotografo Luca Ghedini, courtesy Xing

L’immersione percettiva in cui si trovano coinvolti gli spettatori segue una struttura che, da un inizio sommesso di brusii, bisbigli, canticchi e mugolii accompagnati dai suoni rarefatti di Monteiro, erompe in voci, movimenti e suoni sempre più accesi sino al climax fatto di azioni deliranti e provocatore. Dal culmine si avvia poi verso un lento e progressivo affievolimento sino a spegnersi nel totale silenzio prima che uno scroscio di applausi accolga gli inchini dei performer a notte ormai fonda.

Latifa Laâbissi, Marcelo Evelin, La Nuit tombe quand elle veut, 06-07-2022. Fotografo Luca Ghedini, courtesy Xing
Latifa Laâbissi, Marcelo Evelin, La Nuit tombe quand elle veut, 06-07-2022. Fotografo Luca Ghedini, courtesy Xing

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