Categorie: Arti performative

Le 7 morti di Maria Callas, interpretate da Marina Abramovic. Anche in streaming

di - 2 Settembre 2020

Tosca, Lucia, Cho Cho-san, Violetta, Carmen, Norma e Desdemona, sette eroine tragiche della lirica rese immortali grazie alle interpretazioni della divina Maria Callas, rivivranno nel corpo e nei movimenti di Marina Abramovic. Alla Bayerische Staatsoper di Monaco di Baviera, il più importante teatro d’opera nazionale dello Stato Bavarese, con prima l’1 e repliche il 3, 5 e 6 settembre, andrà in scena 7 Deaths of Maria Callas, l’ultima performance di Marina Abramovic che, dopo il ciclo su Santa Teresa d’Avila, una delle figure più sentite ma anche controverse della storia del cattolicesimo, dedica un’altra opera a una grande donna. E se non vi è possibile fare un salto a Monaco, potete ripiegare sul vostro divano: il 5 settembre, la performance sarà trasmessa in diretta live, gratuitamente, sul canale STAATSOPER.TV.

Maria Callas, l’eroina tragica di Marina Abramovic

Diva raffinata, la cui vita fu tanto illuminata dalla fama quanto scossa da scandali – come quando, il 2 gennaio 1957, a Roma, durante il primo atto di Norma, irritata dalla critiche per la sua condizione vocale non all’altezza della sua fama, decise di abbandonare la recita –, donna dal carattere umbratile, «Mi affascina in lei questa violenza dei sentimenti», disse di lei Pier Paolo Pasolini, così come dense di sfumature sono le voci dei suoi personaggi, Callas ha rappresentato una sorta di mito anche per Abramovic. «Da 25 anni desidero creare un’opera dedicata alla vita e all’arte di Maria Callas. Ho letto tutte le biografie su di lei, ascoltato la sua voce straordinaria e guardato le registrazioni delle sue esibizioni. Come me era un Sagittario, sono sempre stata affascinata dalla sua personalità, dalla sua vita e dalla sua morte. Come tanti dei personaggi che ha interpretato sul palco, è morta per amore. È morta di crepacuore», ha spiegato Abramovic.

Alla Bayerische Staatsoper, la madrina della performance art porterà dunque in scena le 7 Morti di Maria Callas, reinterpretando i momenti più significativi tratti da alcune delle opere più emozionanti, Carmen, Tosca, Otello, Lucia di Lammermoor, Norma, Madama Butterfly e La traviata, in un dialogo tra il tragico destino della grande soprano e quello dei personaggi da lei portati in scena, tra l’aura pubblica della diva e la sfera privata della donna. Oltre a recitare, Abramovic ha disegnato anche la scenografia, le musiche sono del giovane compositore Marko Nikodijević, tratte da Georges Bizet, Gaetano Donizetti, Giacomo Puccini e Giuseppe Verdi.

L’assassino interpretato da Willem Dafoe

Sul palco, in dialogo con l’artista, anche un alto mostro sacro delle scene, Willem Dafoe, che interpreterà il ruolo dell’assassino: «Voglio mettere in scena le morti di sette opere che Maria Callas ha interpretato prima di me. In molte scene, la figura dell’opera non muore da sola, ma viene uccisa da un uomo. Per Maria Callas, l’uomo che la uccide sul palcoscenico dell’opera è sempre stato Aristoteles Onassis», ha commentato Abramovic. Costumi di Riccardo Tisci, della Maison Burberry, che ha progettato gli abiti in collaborazione con l’artista.

Visualizza commenti

  • Ragazzi simao alla frutta...cioe': Marina Abramovic? ancora lei???
    non ha niente da dire da vent'anni e voi ancora qui con questa pseudo artists?
    baaaaastaaaaaaaaaaa!!
    Jurassic parl sarebbe piu' attuale di questa incompetente.
    Il suo egosentrismo lo chiamate arte, le sue performaces sono una buffonata vera e propria.
    Alle sue performace/pagliacciater non crede piu' nessuno. Nemmeno lei, artista ormai vecchia, ricca e annoiata, pessima investitrice del denaro altrui, adesso si getta sulla Maria Callas, artista vera, intellettuale reale, immortale.
    Mandate la Abramovic in pesione, non en possiamo piu' delle sue caxxate sterili. E voi, cari scribacchini chiamati giornalist d' arte, muovete il sederino dalla poltrona e andate in giro a scovare nuova arte e nuovi artisti, leccare il fondoschiena all' establishment non e' arte, e' servilismo intellettuale degno di un paese culturamente arretrato e arenato... saluti

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