Sopielkina Kateryna, FIGHT OF MODERNITY
Percorsi di formazione e ricerche artistiche in dialogo, per interrogarsi sui concetti di potere, desiderio e sorveglianza, attraverso la pratica performativa. Mercoledì, 1 ottobre, alle ore 17, il MAXXI di Roma ospiterà Performance Cluster 2025, appuntamento che mette in dialogo le studentesse del Dipartimento di arti visive della RUFA – Rome University of Fine Arts e della Yale University.
Curato da Elise Morrison, professoressa associata della Yale University, e da Marta Jovanovic, docente RUFA, l’evento rappresenta la nuova edizione di un progetto ormai consolidato: «Si tratta – spiega la stessa docente – dell’appuntamento annuale di RUFA dedicato alla performance art: un contesto in cui gli studenti presentano opere che indagano il corpo, la mente e gli spazi fisici e concettuali che ci circondano. Radicata nell’esperienza vissuta, attraverso il corpo, il pensiero e il tempo, la performance si fa laboratorio aperto di ricerca e sperimentazione».
«Negli anni Performance Cluster si è affermato come uno degli eventi più rilevanti del Dipartimento di arti visive RUFA. Il processo creativo pone al centro dell’azione il pensiero degli studenti e delle studentesse per unire l’indagine di nuove idee e tecniche con la realizzazione di opere d’arte e prodotti culturali», ha ricordato il direttore RUFA, Fabio Mongelli.
L’edizione 2025 sviluppa il tema Discipline / Desire / Surveillance, prendendo spunto dal volume di Elise Morrison, Discipline and desire: surveillance technologies in performance art. Nel libro, l’autrice analizza l’impatto delle tecnologie di sorveglianza – dai droni alle telecamere a circuito chiuso, fino al riconoscimento facciale – sulla comunicazione, l’intrattenimento e il controllo nella società contemporanea. Strumenti che, da simboli di potere e disciplina, possono diventare mezzi per “rivolgere lo sguardo” al potere stesso.
Saranno nove le protagoniste a dare forma a questa esperienza performativa: Vanshika Agrawal, Sofia Arredondo, Anna Fischnaller, Alice Kasdan, Abigail Murphy, Bianca Polakova, Kateryna Sopielkina, Nadia Vallino e Julia Vasconcelos. Le artiste partiranno da una domanda essenziale: come possono incrinare e ripensare le strutture dominanti della disciplina e del desiderio? In che modo le tecnologie di sorveglianza possono essere rovesciate e trasformate in strumenti di comunicazione reciproca, invece che di controllo unilaterale?
«Attraverso azioni sospese tra rischio e libertà – conclude Marta Jovanovic – queste donne trasformano le stesse tecnologie che ci osservano in strumenti artistici vivi e pulsanti, lasciando allo spettatore una domanda aperta: chi osserva chi? Un progetto aperto, tra presente e futuro, da vivere».
«Un evento di grande rilevanza – ha sottolineato Melany Parasole, amministratrice delegata di RUFA – che rafforza il respiro internazionale dell’Accademia, sempre più proiettata verso il mondo e pronta a restituirne una visione originale e inedita. La collaborazione con la Yale University è il segno di un dialogo autentico tra culture, un ponte che attraversa confini per esplorare i linguaggi più attuali e vibranti dell’arte contemporanea».
Dalle lacche del Vietnam alle radici post-coloniali della Sierra Leone: la Biennale di Venezia accoglie sette debutti assoluti che ridisegnano…
Other Identity è la rubrica dedicata al racconto delle nuove identitĂ visive e culturali e della loro rappresentazione, nel terzo…
Celine e Jesse si incontrano sul treno, e si innamorano prima dell’alba. A distanza di trent’anni, il film cult di…
Secondo Herman Hesse, «dove animali più nobili si estinguono, vince il coniglio, che non ha pretese, vive contento e continua a riprodursi all’infinito».…
A Roma, la mostra Palpita costruisce un ambiente di luce e suono ispirato alle onde gravitazionali, dove interferometria e installazione…
In rapporto alle opere Matteo Fato, Stefano Arienti, Julia Krahn e Danilo Sciorilli prodotte appositamente, il Museo Diocesano di Milano…