Ph. by Sabrina Caramanico
Un casale al margine dei boschi secolari del Parco Nazionale del Gran Sasso, una performer romana in ospitalità e il solstizio d’estate in avvicinamento. Sono gli ingredienti che costituiscono la performance-evento di quattro giorni S☀︎ RITUAL, che avrà luogo sino alle prime luci dell’alba del 21 giugno, ideata da Giulia Mattera (1991) in collaborazione con il team di Pollinaria, azienda agricola biologica e residenza per astisti fondata da Gaetano Carboni a Civitella Casanova, in provincia di Pescara. L’evento si inserisce all’interno del programma annuale AEQUUSOL AESTAS MMXXII che accoglie in residenza a Pollinaria un artista diverso per ogni stagione, ampliando man mano il raggio di provenienza dal locale all’internazionale. Allo stesso modo si espande il concept degli interventi realizzati da ciascun ospite, nel ricalcare la stratificazione ascensionale del suolo terrestre dal suo nucleo alla crosta.
La performance di Mattera, seconda rappresentante di questa rassegna (prima di lei l’abruzzese Paride Petrei nella primavera 2022), la cui ricerca di concentra sui temi cardine dell’ecologia e del non-umano, raggiunge il livello definito “The Vibrant Present”, ovvero quello stato intermedio e metaforico tra le profondità più recondite e ciò che affiora e inizia a prender vita in superficie. Ecco così che l’artista sceglie di rendere il proprio corpo ricettore non invasivo dell’ambiente circostante, con il quale vivrà a stretto contatto per 60 ore di ininterrotta permanenza, nell’osservazione più pura della piccola comunità di organismi vegetali che abitano il bosco di Pollinaria, creando così anche l’occasione per tornare a parlare di una biodiversità locale preziosa e quasi dimenticata.
Una “piccola vita” da proteggere con azioni rituali di contatto diretto con gli elementi, come per esempio il fuoco che l’artista si impegna a tener vivo per tutto il tempo della performance, simbolo delle antiche celebrazioni delle Vestali nel momento di massimo picco solare dell’anno – il solstizio in cui appunto ci troviamo. La performance prevede per il visitatore una preparazione immersiva ed emozionale tanto quanto l’esperienza che si andrà a fare incontrando l’artista, che ci attende nel cuore del bosco, in un piccolo habitat da lei allestito sulle sponde di un ruscello. All’imbocco del sentiero ci viene consegnata una mappa per orientarci all’interno della vegetazione, con un invito al silenzio e alla raccolta di “offerte” lungo il percorso, frutti spontanei della terra che costituiranno la sua unica fonte di sostentamento. Una volta raggiunto il luogo prescelto, inizierà un rituale di piccoli gesti e relazioni tra noi, l’artista e la natura circostante, imprevedibile e ritagliato ad personam per ogni partecipante.
La serata inaugurale di sabato 18 giugno ha visto la presenza di Sibilla Panerai, docente di Storia dell’Arte Contemporanea all’Università “G. D’Annunzio” di Pescara, che ha contestualizzato l’azione nel panorama della storia della performance and body art, in particolare in relazione con il territorio abruzzese, che già tra gli anni Sessanta e Settanta attirava l’attenzione di artisti internazionali del calibro di Joseph Beuys. L’esperienza è stata introdotta inoltre da Anna Lisa Cantelmi, erborista specializzata in etnobotanica e nel ruolo della donna nella guarigione attraverso le piante, che ha guidato il gruppo attraverso un viaggio alla scoperta delle erbe spontanee locali e delle antiche tradizioni che le legano a pianeti, stagioni e femminino.
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