Egle Oddo, l'installazione a Cervignano del Friuli, ph. Diego Caponetto
Un lungo viaggio dalla Croazia a Vienna, attraversando la biologia, la botanica e le scienze naturali, interpretate dai linguaggi dell’arte performativa. Prosegue con la tappa al Museo Orto Botanico di Roma, il 17 aprile, Performative Habitats, progetto di Egle Oddo, a cura di Lori Adragna, realizzato con il sostengo della DGCC – Direzione Generale Creatività Contemporanea del MIC – Ministero della Cultura, nell’ambito del programma Italian Council.
Incentrato sui concetti – oltre che sulle forme – dell’evoluzione e del mutamento secondo i cicli della natura, nel corso del suo progetto itinerante l’artista ha creato dei giardini evolutivi accessibili al pubblico. In queste sculture viventi, organicamente relazionali, la diversità e la caratterizzazione trovano un comune terreno di valorizzazione, offrendosi come un angolo protetto per la biodiversità, consentendo alle specie più vulnerabili di prosperare.
«Egle Oddo è un artista che usa la memoria, l’immaginazione, lo studio e la ricerca come approccio per fare arte», ha spiegato Lori Adragna. «Con il suo lavoro abbraccia la conoscenza biologica e una verità cognitiva – estetica che si appropria di elementi scientifici e guarda alle ecologie con riferimento ai viventi. Le traduce in una prassi poetica e mitopoietica, per rivelare realtà politiche ed economiche incorporate nella complessità ambientale. Se l’habitat, concetto multilivello che racchiude l’insieme di condizioni ambientali necessarie alla sopravvivenza, indica un luogo dove una specie può vivere e riprodursi, per l’artista rappresenta anche un non luogo come spazio politico e performativo concreto», ha continuato la curatrice.
Seguendo le linee guida di Italian Council, Performative Habitats prevede la collaborazione di partner istituzionali internazionali e in diversi ambiti, dal Dipartimento STEBICEF e Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Palermo al CBBC – Centro di Biotecnologia di Borj Cedria. Per ognuna delle sedi interessate, è stata coinvolta una curatrice: Lea Vene alla galleria GMK, in Croazia, Basak Senova all’Università delle Arti Applicate di Vienna, Anna Ruth per il Mänttä Festival, in Finlandia. Tutti i passaggi del progetto saranno poi raccontato da una pubblicazione monografica realizzata in collaborazione con Postmediabooks.
Nei giorni scorsi, l’8 aprile, è stata inaugurata un’installazione performativa, presentata in occasione della rassegna “Liminalità betwixt and between”, a cura di Eva Comuzzi e Orietta Masin, nel giardino della Biblioteca Civica Giuseppe Zigaina di Cervignano del Friuli. Durante la performance, fruibile sia dal vivo, per i passanti della pubblica via, che online, Egle Oddo ha piantumato un giardino evolutivo, che rimarrà patrimonio permanente della Biblioteca.
Il 13 aprile, invece, si è svolto il seminario online coordinato da Maria Giovanna Musso per il corso di Sociologia del Mutamento Arte e Creatività, Dipartimento di Scienze Sociali ed Economiche della Università di Roma La Sapienza, in conversazione con la curatrice e critica d’arte Lori Adragna e Michela Becchis. Nell’ulteriore tappa di Roma, il 17 aprile, Oddo piantumerà un giardino evolutivo all’aperto, andando a scandire un percorso di valorizzazione delle collezioni dell’Orto, anche grazie al dialogo con il botanico Flavio Tarquini. Per le modalità di fruizione si può consultare la pagina web dell’Orto Botanico.
Infine, il 27 aprile, Oddo presenterà una performance all’Università di Arti Applicate di Vienna, in parallelo con un seminario online coordinato da Basak Senova all’interno del programma di incontri della facoltà. Il seminario ospiterà una conversazione con il filosofo Leonardo Caffo sulle implicazioni tra la ricerca artistica e l’investigazione filosofica. Il link per partecipare sarà disponibile su questo sito.
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