Yasmine Hugonnet, Se Sentir Vivant, ©Anne Laure Lechat
Una dimora storica e silenziosa che, per una sera, diventerà una superficie sensibile e a più dimensioni, attraversata da una danza e da una musica, percorsa da corpi, movimenti e sensazioni. Se Sentir Vivant è la performance presentata da Xing, in collaborazione con Alchemilla, che la coreografa svizzera Yasmine Hugonnet porterà sabato, 30 novembre, alle 18.15, nelle stanze di Palazzo Vizzani, Bologna.
Cosa parla in noi quando parliamo? Come parlare del luogo da cui si parla? Cosa possiamo fare per sentirci vivi, per fare di nuovo il primo passo, compiere un nuovo gesto, cantare una nuova canzone? Ma dove è il sé del sentirsi vivi?
Sono alcune delle domande poste da Hugonnet che, per la sua performance a Bologna, lascerà emergere un tempo eternamente presente, scandito da una sequenza di piccoli segni e trasformazioni del corpo e delle voci.
Yasmine Hugonnet è nata a Montreux, in Svizzera, nel 1979, ed è cresciuta in Mali. Ritornata in Europa, ha studiato danza classica e contemporanea e postmodern dance a Losanna, al Conservatoire National Supérieur de Danse di Parigi e a New York. Coreografa, danzatrice e ricercatrice, il suo lavoro indaga i rapporti tra forma, immagine e sensazione, esplorando il linguaggio coreografico attraverso processi di incarnazione e di appropriazione. Dal 2000 ha creato le proprie coreografie esplorando diversi formati performativi col collettivo Synalephe e ha lavorato per due anni a Taiwan, con artisti non vedenti.
La sua riflessione sul gesto è stata orientata da importanti incontri con i coreografi e ricercatori, come Peter Goss, Odile Rouquet e Lisa Nelson. Dal 2009 al 2013 si è concessa un lungo periodo di ricerca, seguito dalla costituzione della sua compagnia Arts Mouvementés a Losanna e dalla creazione di tre soli: Le Rituel des Fausses Fleurs (2013), Le Récital des Postures (2014), premiato con il Prix Suisse de Dance, e La Traversée des Langues (2015).
Dopo il riconoscimento internazionale, crea La Ronde / Quatuor (2016) per il festival Rencontres chorégraphiques internationales de Seine-Saint-Denis e per la Biennale Danza di Venezia, il solo Se Sentir Vivant (2017) e il trio Chro no lo gi cal (2018).
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