Foto di Reynier Leyva Novo, courtesy Movimento 27N
La settimana scorsa, la polizia di Stato di Cuba ha arrestato vari attivisti intellettuali che stavano celebrando la memoria di JosĂ© MartĂ, politico, scrittore e rivoluzionario cubano, di fronte al Ministero della Cultura, nato il 28 gennaio 1853. Tra gli attivisti, c’erano anche le artiste Tania Bruguera, Camilla LobĂłn e Katherine Bisquet, facenti parte del Movimento 27N, e la giornalista Camilla Acosta.
In un filmato pubblicato dalla pagina Facebook ADN Cuba, si vede il viceministro della Cultura Fernando Rojas concedere ai manifestanti il permesso di accedere nel cortile della sede del Ministero della Cultura, dopo aver precisato, però, la presenza delle forze dell’ordine. Nella ripresa compare anche il Ministro della Cultura, Alpidio Alonso, che si dirige verso i manifestanti e aggredisce il giornalista Maurizio Mendoza. Segue poi una serie di risse tra i manifestanti e i funzionari del Governo. L’episodio è collegato a un’altra manifestazione, organizzata circa due mesi fa per richiedere della fine delle censura e della repressione dell’espressività artistica e il riconoscimento degli spazi culturali indipendenti.
Secondo il quotidiano La Hora de Cuba, che ha condiviso subito la notizia, sarebbero seguite altre violenze, sui mezzi della polizia. Oggi i membri del movimento attivista ricordano l’accaduto, con un omaggio a José Martà ed esprimono solidarietà verso i propri compagni. «Siamo di nuovo riuniti per coltivare e offrire la nostra rosa bianca, per gli amici e per i nemici. Crediamo di creare una Nazione con la forza di tutti e per il bene di tutti, dai valori del nostro apostolo e poeta».
José Martà è uno dei simboli della lotta della Nazione per l’indipendenza dalla dominazione spagnola. Giornalista e scrittore, Martà scrisse di pace, dialogo, trasparenza, bellezza. Oggi è considerato uno degli eroi nazionali cubani. Dopo l’arresto del 27 novembre scorso, la mobilitazione continua su internet. Tania Bruguera ha spiegato che non si tratta solo di difendere i valori ma anche le persone che sono state arrestate. Al centro della questione c’è la difesa del diritto di dissenso di tutti gli intellettuali, artisti, poeti, sceneggiatori e musicisti, che si erano radunati davanti al Ministero della Cultura.
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