Come sopravvivere al Coronavirus: la serie fotografica che fa discutere

di - 24 Febbraio 2020

Niente da fare, nemmeno la minaccia di una epidemia globale può fermare l’ironia dell’internet. Già alcune settimane prima dell’espolosione dei focolai in Italia, le nostre filter bubble erano state invase – volente o nolente – da un flusso di informazioni più o meno utili e di immagini più o meno divertenti, dedicate alla minaccia del Coronavirus. Verrà la morte e avrà la forma di un meme. E quindi anche gli artisti si sono fatti prendere la mano. Per esempio, Max Siedentopf, designer tedesco-namibiano di base a Londra che ha creato una serie di immagini provocatorie che mostrano oggetti di uso quotidiano usati come maschere protettive anti Coronavirus.

Ma quando si gioca in partite del genere, si sa che è piuttosto facile urtare la sensibilità delle persone, messa a dura prova non solo dalla minaccia reale e dal lutto ma anche dalla pervasività della percezione del pericolo, agilmente veicolata dalle news. Come prevedibile, la serie fotografica, chiamata How To Survive A Deadly Global Virus, ha suscitato reazioni rabbiose e Siedentopf, subito dopo aver pubblicato le immagini, si è scusato, spiegando anche le motivazioni del suo lavoro. «È importante per me portare le persone fuori dalla loro confort zone e mostrare le cose da una prospettiva diversa, sia positivamente che negativamente», ha commentato.

«Poiché il virus si è diffuso rapidamente a livello globale, le maschere sono state ispirate da fotografie che ho visto su varie piattaforme in tutto il mondo, dai giovani Instagrammer alle schede Pinterest di maschere fai-da-te. Per riflettere su questo aspetto, le maschere che ho creato sono state indossate da persone provenienti da Cina, Israele, Namibia, Sudafrica, Brasile, Inghilterra, Irlanda e Zimbabwe», ha continuato Siedentopf.

Insomma, è lecito ridere della tragedia? In effetti, il riso abbonda sulla bocca degli stolti ma spesso anche dei saggi e non è sempre uguale. Bisognerebbe distinguere, per esempio, tra presa in giro e ironia, volgarità e umorismo, irrisione e sarcasmo. Ma non bisogna nemmeno ricadere nell’eccesso opposto, nel giustificazionismo: se si sceglie di trattare un argomento del genere in un certo modo, bisogna essere pronti ad assumersi la responsabilità delle reazioni, nel bene e nel male.

In ogni caso, a prescindere dalle mascherine di Max Siedentopf, ricordiamo che l’OMS – Organizzazione mondiale della sanità ha pubblicato sul proprio sito web consigli sulle misure di protezione di base contro il Coronavirus – che poi sono più o meno uguali a quelle della normale sopravvivenza urbana o anche dell’educazione civile – tra le quali lavarsi le mani regolarmente e starnutire nell’incavo del gomito. Le mascherine, invece, non sono proprio il massimo, perché al suo interno potrebbero rimanere intrappolate le particelle di virus. Sarebbero più utili per le persone già malate, per evitare la diffusione dei germi. E sembra anche che sorridere non sia poi così deleterio.

Visualizza commenti

Articoli recenti

  • Musei

Tre programmi museali da tenere d’occhio nel 2026

Da Vienna a Tashkent, passando per Lisbona: pratiche partecipative, nuovi modelli istituzionali e riletture delle collezioni segnano i programmi culturali…

16 Gennaio 2026 12:30
  • Mostre

La mostra di Gwen Evans da Monti8, a Roma

La poetica dell’artista britannica Gwen Evans arriva a Roma, con una mostra dall’atmosfera sospesa, visitabile fino al prossimo 24 gennaio

16 Gennaio 2026 11:29
  • Bandi e concorsi

Rigenerare con la fotografia: il nuovo bando del Ministero della Cultura

Il Museo rigenera Edizione Fotografia: la Direzione Generale Creatività contemporanea del MIC pubblica un bando da 825mila euro, per progetti…

16 Gennaio 2026 9:30
  • Mostre

Murano Illumina il Mondo: il linguaggio del vetro in Piazza San Marco

Dodici lampadari d’artista realizzati in vetro di Murano trasformano Piazza San Marco a Venezia in uno spazio di confronto tra…

16 Gennaio 2026 0:02
  • Progetti e iniziative

Allo Spazio SLAP di Milano c’è una mostra in cui si scompare nella luce

SLAP Spazio Lambrate Arti Performative ospita una mostra immersiva che, tra luci e suoni, invita a scomparire: le opere di…

15 Gennaio 2026 20:10
  • Attualità

In Iran chiudono anche le gallerie d’arte, tra proteste e blackout

Nel clima di repressione e incertezza che attraversa il Paese, numerosi spazi culturali scelgono di chiudere, tra timori per la…

15 Gennaio 2026 19:05