Museo del Novecento, Milano
Milano, in questa settimana di Ferragosto è più silente e tranquilla degli anni scorsi senza l’afflusso degli stranieri, tutto tace, eppure sotto sotto qualcosa si muove! Milano in poche settimane post lockdown ha organizzato l’Estate sforzesca, nel cortile del Castello con spettacoli e concerti nel rispetto delle norme anti Covid, e anche la Triennale ha puntato su eventi all’aperto, a Ferragosto i musei non hanno chiuso i battenti e alla Pinacoteca di Brera si entra gratis fino a settembre, con prenotazione online.
Sono in corso d’opera il restyling della biblioteca Sormani e quelle periferiche, come quella di Baggio e Crescenzago, tanto per fare un esempio. Nell’attesa del 2021, il futuro di Milano punta sulla valorizzazione del Museo del Novecento – nato dieci anni fa – e i cento anni dall’acquisizione da parte dei milanesi di un’opera specchio del XX secolo, il Quarto Stato, di Giuseppe Pelizza da Volpedo, incastonata nello spazio progettato da Italo Rota & Partner, che apre il percorso museale e aperto al pubblico e gratuito. Questa gigantesca opera rappresenta Milano dall’identità costruttiva, evolutiva e dinamica predisposta allo sviluppo e al rinnovamento: è un manifesto di intenti di ieri e di domani. Il Museo del Novecento riparte dalla sua identità e dalla relazione con la città e la sezione che racconta l’arte dalla fine degli anni Cinquanta agli anni Ottanta sarà ampliata con nuove opere di Arnaldo Pomodoro, Emilio Vedova e Alberto Burri. Inoltre si prevede il rinnovamento degli allestimenti del quarto e quinto piano. Il prossimo 6 dicembre, giorno della sua apertura nel 2010, si festeggerà portando fuori il Museo in piazza Duomo con proiezioni di opere e testimonianze, data l’impossibilità di garantire l’entrata gratuita e senza prenotazione per le nuove norme. Così Milano rinasce sul passato, come cantiere del futuro, puntando sulla valorizzare degli spazi pubblici e sulla relazione tra museo e città.
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