60 dipinti falsi sequestrati e 23 persone indagate a vario titolo per ricettazione e per aver posto in circolazione opere dâarte false o contraffatte: si stringe il cerchio intorno al gruppo criminale composto da mercanti dâarte, collezionisti e speculatori occasionali, colpevole di aver creato una rete diffusa in tutta Italia, appoggiandosi anche al web, e dedita al commercio e alla diffusione di opere attribuite a Mauro Reggiani, Maestro dellâAstrattismo geometrico italiano. A far scattare i sequestri e gli arresti, i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Bari, nellâambito di unâindagine della Procure di Lecce.
Lâinchiesta era iniziata nel 2019, a seguito di una segnalazione dellâAssociazione per la tutela delle opere di Mauro Reggiani, che aveva denunciato unâinsolita e continua richiesta di verifica di autentiche di dipinti e il cui contributo è stato determinante per lo svolgimento delle indagini. Istituita nel gennaio 2019 proprio con lo scopo di tutelare lâimmagine dellâartista e difendere il suo patrimonio artistico da contraffazioni e illeciti, lâAssociazione esamina, autentica e archivia le opere in collaborazione con lâArchivio Mauro Reggiani, fondato negli anni â80 dalla figlia dellâartista, Virgilia Reggiani Simion. LâAssociazione, il cui presidente è Maura Simion, nipote di Reggiani, promuove esposizioni e iniziative volte alla divulgazione dellâopera dellâartista, che partecipò a varie edizioni della Biennale dâArte di Venezia, insegnò allâAccademia di belle arti di Torino e allâAccademia di Brera e vinse molti premi: tra i vari, nel 1965 il riconoscimento alla IX Quadriennale nazionale dâarte di Roma, mentre nel 1967 fu insignito della Medaglia dâoro del Presidente della Repubblica âPer la scuola, la cultura e lâarteâ.
Gli inquirenti hanno accertato che varie opere, falsamente attribuite allâartista nato nel 1897 e scomparso nel 1980, venivano immesse sul mercato nazionale grazie alla complicitĂ di gallerie, collezionisti privati e mercanti dâarte, prevalentemente attraverso lâutilizzo di piattaforme e-commerce. In particolare, secondo quanto riportato da ANSA, un mercante abruzzese avrebbe messo in circolazione le opere false attraverso una serie di intermediari sparsi su tutto il territorio nazionale. Le opere sono risultate copie di dipinti autentici quasi identiche tranne che per i colori, estrapolate dal catalogo generale di Reggiani, pubblicato in bianco e nero negli anni â90.
Le opere sequestrate, proposte in commercio a prezzi compresi tra 15mila e 70mila euro, avrebbero fruttato oltre un milione di euro. Moltissime le vittime del raggiro, che si sono ritrovate in casa dipinti falsi pagati migliaia di euro. Le opere sono state sequestrate nelle province di Lecce, Napoli, Perugia, Teramo, Cagliari, Milano, Firenze, Roma, Alessandria, Como, Modena, Cesena, Ferrara, Brescia, Savona, Padova e La Spezia, con la collaborazione dellâArma territoriale e dei Nuclei TPC territorialmente competenti.
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