Categorie: Attualità

Fermato alla dogana dell’aeroporto di Ibiza con un Picasso in valigia

di - 20 Luglio 2022

Le autorità spagnole hanno sequestrato un disegno attribuito a Pablo Picasso, ritrovato nella valigia di un passeggero dai funzionari della dogana dell’aeroporto di Ibiza. Il ritrovamento risale al 5 luglio ma la notizia è stata diffusa ufficialmente solo lunedì scorso. Il passeggero, che volava da Zurigo ed è cittadino messicano, non aveva dichiarato l’opera che, nello specifico, è Trois Personnages, del 1966, il cui valore dovrebbe ammontare a 450mila franchi svizzeri, circa 454mila euro.

Inizialmente segnalato già dai funzionari doganali svizzeri come sospetto, il viaggiatore è stato successivamente interrogato all’atterraggio dagli omologhi spagnoli, che hanno poi perquisito il suo bagaglio, ritrovando l’opera custodita in un tubo di carta. Inizialmente il passeggero ha negato la necessità di una dichiarazione doganale, sostenendo che il pezzo fosse una copia e fornendo anche una fattura di 1.500 franchi svizzeri pagati per il lavoro. In fondo alla valigia, tuttavia, i funzionari hanno trovato un’altra ricevuta, che faceva riferimento al disegno di Picasso, da una galleria d’arte con sede a Zurigo per la somma di 450mila franchi.

Pablo Picasso, Trois Personnages, 1966

Un’analisi preliminare condotta dal direttore del MACE – Museo d’Arte Contemporanea di Ibiza con i funzionari doganali ha confermato che l’opera è originale e che il prezzo fatturato dalla galleria è adeguato a quello di mercato. Ma gli esperti dovranno svolgere ricerche più approfondite sul disegno.

Poiché la Svizzera non è inclusa nel territorio non doganale dell’Unione Europea, le opere d’arte dal valore superiore a 150mila euro devono essere dichiarate. La legittima introduzione dell’opera in Spagna avrebbe comportato il pagamento di dazi doganali e IVA, oltre agli obblighi di dichiarazione amministrativa. A causa della mancata dichiarazione alla dogana, il viaggiatore dovrà ora affrontare un processo per contrabbando. Come riportato in un comunicato diffuso dalle autorità spagnole, l’opera è attualmente a disposizione del tribunale di Ibiza, che supervisionerà le indagini, in attesa di una nuova perizia più esaustiva.

Peraltro, pochi giorni fa, si è chiusa proprio a Ibiza la prima edizione di CAN, una nuova fiera d’arte contemporanea che ha accolto 36 gallerie da 13 Paesi, tra cui le italiane F2T Gallery e Plan X, insieme a 250 collezionisti internazionali. E visto che siamo pur sempre a Ibiza, in fiera era presente anche un dj, Looka Barbi. Interessante e significativa anche la scelta degli orari di apertura, dalle 17 alle 21. Competitivo il prezzo delle opere in esposizione, dai 1.500 euro ai 200mila. In ogni caso, meno del Picasso sequestrato.

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