© AP/Antonin Albert
Periodo di riassestamento per il sistema museale in Francia: all’indomani delle dimissioni di Laurence des Cars dalla direzione del Louvre e della nomina di Christophe Leribault alla guida del museo parigino, l’Eliseo ha annunciato anche un cambio al vertice del Ministero della Cultura, con Emmanuel Macron che, insieme al primo ministro Sébastien Lecornu, ha nominato Catherine Pégard alla guida del dicastero. Pégard subentra a Rachida Dati, che lascia l’incarico dopo 25 mesi per candidarsi a sindaca di Parigi nelle elezioni municipali di marzo.
La sua uscita arriva in un momento delicato per il dicastero, segnato da tagli di bilancio, tensioni con il mondo culturale e, soprattutto, dal clamoroso furto dell’ottobre 2025 alla Galerie d’Apollon del Louvre. Il colpo – otto gioielli della Corona sottratti in pieno giorno – ha innescato un’inchiesta parlamentare che ha evidenziato gravi falle nei sistemi di sicurezza museali, chiamando in causa anche la responsabilità politica del ministero.
Le dimissioni di des Cars, prima donna alla guida del Louvre, formalizzate dall’Eliseo nei giorni scorsi, hanno aperto la strada alla nomina di Leribault, profilo interno al sistema museale francese, già direttore del Musée d’Orsay e dell’Orangerie e, più recentemente, della Reggia di Versailles. La sua designazione è stata letta come un tentativo di ristabilire credibilità e stabilità in un’istituzione simbolo della “grandeur” culturale nazionale.
Giornalista politica di formazione, già direttrice di Versailles per 13 anni e consigliera culturale di Macron dal 2024, Pégard ha svolto un percorso ibrido tra amministrazione culturale e comunicazione. In passato è stata editorialista e direttrice del settimanale Le Point e speechwriter per l’ex presidente Nicolas Sarkozy. La sua esperienza a Versailles – un’istituzione ad alta visibilità internazionale e fortemente radicata nell’identità francese – rappresenta il principale banco di prova gestionale su cui si fonda la scelta dell’Eliseo.
L’uscita di scena di Rachida Dati lascia un bilancio controverso. Sopravvissuta a quattro rimpasti di governo, la ministra conservatrice è stata una figura divisiva. Ha promosso iniziative a favore dello sviluppo culturale nelle aree rurali ma ha spesso assunto toni polemici nei confronti di quella che definiva un’élite artistica «Capricciosa». Il suo mandato è stato segnato da tensioni con artisti e media, nonché da indagini giornalistiche su compensi ricevuti prima dell’ingresso al governo. A settembre Dati dovrà comparire in tribunale con l’accusa di lobbying illecito per la casa automobilistica Renault durante il suo mandato da europarlamentare, accuse che ha sempre respinto.
Sul piano legislativo, Dati aveva avviato un disegno di legge per la restituzione di beni coloniali, senza però portare a termine un nuovo impianto normativo complessivo. Un altro progetto controverso, relativo alla fusione dei broadcaster pubblici, resta ora in sospeso.
Il rinnovamento ai vertici non riguarda solo il Louvre. Al Musée d’Orsay è stata designata Annick Lemoine, già direttrice del Petit Palais. Specialista della pittura europea tra Seicento e Settecento, Lemoine ha maturato una lunga esperienza nei musei civici parigini e alla Villa Médicis, consolidando un profilo scientifico di alto livello.
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