Categorie: Attualità

Il futuro dei musei, da “minori” a “generativi”

di e - 14 Dicembre 2019

Il tema dei Musei cosiddetti minori, in Italia, è un tema molto discusso, in merito al quale esistono sostanzialmente due correnti di pensiero: da un lato gli strenui difensori dell’istituzione museale a tutti i costi, dall’altro invece chi ritiene che i Musei minori vadano “chiusi” o “accorpati”.

Una possibile strada alternativa è percorribile: valorizzare i Musei con progetti che permettano di trasformarli da spazi poco frequentati a motori di sviluppo della collettività.

Ed è forse questa la strada maestra, quella che conduce alla massimizzazione del beneficio sociale.

In Italia, la maglia dei Musei minori è estremamente estesa e rappresenta una rete di “hotspot” culturali che, al momento, è soltanto scarsamente valorizzata: un Museo vuoto (grande o piccolo che sia) non solo è un costo per la collettività, è uno spreco di opportunità.

Perché se da un lato i musei più diffusi sul territorio (come del resto anche il nostro tessuto imprenditoriale) soffrono di “nanismo”, è anche vero che una gestione agile e dinamica dell’istituzione culturale potrebbe portare alla creazione di un capitale di conoscenza estremamente ricco e capillare.

Per realizzare questo tipo di approccio, tuttavia, è necessario avviare un percorso di ri-definizione dei Musei, soprattutto nei criteri e nelle modalità gestionali, per far sì che essi diventino, al passo con i tempi, musei generativi.

Essere generativi significa essere creativi, connettivi, liberi e responsabili. Vuol dire essere parte attiva di un processo collettivo plurale, aperto e rivolto al futuro: un processo di promozione, sviluppo, cura delle persone e della comunità.

Intraprendere azioni generative significa innescare un processo di innovazione che crea valore condiviso, che ricuce i rapporti tra le persone attraverso la costruzione di reti relazionali che uniscono sviluppo economico e coesione sociale.

Significa, in altri termini, fare in modo che i “musei” inizino a pensare sé stessi come un “agente” attivo all’interno del proprio contesto di riferimento: non solo un attore culturale, ma anche un attore economico e politico, ricordando che “economico” non vuol dire “speculativo” e “politico” non vuol dire “propagandistico”.

Malgrado tali termini possano far storcere il naso a buona parte del “mondo della cultura”, è senz’altro vero che un Museo, per tenere fede al proprio ruolo di luogo fisico di conservazione e trasmissione della memoria, ha bisogno di ritornare ad essere il nucleo identitario di un territorio e della sua comunità.

Del resto, la condizione in cui versano oggi molti musei è merito di chi, in nome della cultura, ha fatto sì che si creasse un distacco tra la cultura e la società.

Da queste riflessioni nasce l’incontro organizzato lunedì 16 dicembre, dalle ore 14.30, al Museo etrusco di Populonia Collezione Gasparri da Past Experience in collaborazione con Fondazione Livorno e Fondazione Livorno Arte e Cultura.

Programma

ore 14.30 Saluti istituzionali

Ottavio Gasparri, Amministratore Castello di Populonia

Marco Paperini, Vicepresidente Past in Progress APS

Marcello Murziani, Vicepresidente Fondazione Livorno

Francesco Ferrari, Sindaco Comune di Piombino

Eugenio Giani, Presidente Consiglio Regionale Toscana

ore 15.30 Interventi

Luciano Barsotti, Fondazione Livorno Arte e Cultura

Daniele Manacorda, Università di Roma Tre

Carolina Megale, Museo etrusco di Populonia, Past in Progress Srl

Cinzia Dal Maso, Centro studi di Archeologia pubblica Archeostorie

Stefano Monti, Monti&Taft

ore 17.30 Conclusioni

Andrea Camilli, Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Provincie di Pisa e Livorno

Articoli recenti

  • Fotografia

90 anni di fotografia italiana e non solo, in bianco e nero: la mostra a The Pool di Milano

Gli spazi di The Pool NYC di Milano ospitano il secondo capitolo di un ambizioso progetto espositivo dedicato al grande…

19 Febbraio 2026 18:30
  • Fiere e manifestazioni

Investec Art Fair apre le porte a Cape Town: la proposta delle gallerie italiane

Apre le porte la 13ma edizione di Investec Art Fair di Cape Town: cinque gallerie italiane costruiscono percorsi distinti, tra…

19 Febbraio 2026 17:39
  • Beni culturali

Campanile di Giotto, al via i restauri: un investimento da 60 milioni per Piazza del Duomo a Firenze

Al via il restauro integrale del Campanile di Giotto, mentre sono in conclusione i lavori al Collegio Eugeniano e prosegue…

19 Febbraio 2026 17:03
  • Mostre

La promessa latente nella fotografia perturbante di Linda Fregni Nagler

Con una serie di opere realizzate nell’arco degli ultimi vent’anni, la GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di…

19 Febbraio 2026 16:45
  • Arte contemporanea

Collezionare significa costruire un ecosistema complesso: intervista a Eugenio Sidoli

Amministratore delegato di Max Mara e fondatore, insieme alla moglie Sandra Varisco, di SpazioC21 di Reggio Emilia, Eugenio Sidoli ci…

19 Febbraio 2026 13:54
  • Fiere e manifestazioni

Art Paris 2026: due temi, 165 gallerie e tutte le altre novità della fiera parigina

Art Paris torna al Grand Palais dal 9 al 12 aprile 2026, con 165 espositori internazionali e due focus curatoriali,…

19 Febbraio 2026 12:43