Dopo il grave incendio che lo scorso mese ha compromesso il Teatro Sannazaro di Napoli, lo Stato si prepara a intervenire direttamente per garantire il futuro di uno dei luoghi storici della scena teatrale cittadina e non solo. Il Ministero della Cultura ha infatti annunciato l’intenzione di procedere all’acquisizione del teatro, avviando un percorso istituzionale che dovrebbe consentire la ricostruzione della sala e la ripresa delle attività artistiche.
La decisione è emersa al termine di un incontro svoltosi alla Prefettura di Napoli tra il ministro della Cultura Alessandro Giuli, il prefetto Michele di Bari, il presidente della Regione Campania Roberto Fico e il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, alla presenza dei proprietari e dei gestori del teatro. Al tavolo hanno partecipato anche il capo dipartimento della Tutela del patrimonio culturale del Ministero, Luigi La Rocca, e l’assessore regionale alla Cultura Ninni Cutaia.
Secondo quanto comunicato dal Ministero, l’obiettivo è avviare un’operazione condivisa tra le istituzioni per assicurare continuità alla programmazione teatrale e al progetto culturale legato al Sannazaro. In attesa della ricostruzione dell’edificio, il Ministero ha inoltre ipotizzato la possibilità di mettere a disposizione dei gestori uno spazio temporaneo – tra le opzioni valutate, anche ambienti all’interno del Palazzo Reale di Napoli, museo autonomo del MIC – così da permettere alla compagnia e alle attività artistiche di proseguire.
«Il Ministero della Cultura acquisterà il teatro e metterà a disposizione dei gestori uno spazio affinché le attività teatrali proseguano», ha dichiarato il ministro Giuli, parlando di una «Operazione corale» che coinvolgerà tutte le istituzioni e la comunità culturale legata al teatro.
Anche la Regione Campania ha annunciato un primo impegno economico per il progetto di rinascita del Sannazaro: nel bilancio regionale del 2026 è stato previsto uno stanziamento iniziale di un milione di euro. «Accogliamo con favore la decisione del Ministero di procedere all’acquisizione del teatro», ha commentato il presidente della Regione Roberto Fico, sottolineando la volontà di «Far tornare a splendere un luogo che è parte della storia culturale di Napoli».
Il sindaco Gaetano Manfredi ha parlato di un passo importante per la salvaguardia di un presidio culturale storico della città, ricordando l’impegno assunto con la famiglia Sansone — proprietaria e storicamente legata alla gestione della sala — per garantire una soluzione pubblica che consenta la ripresa delle attività e la futura ricostruzione dell’edificio.
L’incendio che ha colpito il Teatro Sannazaro, situato in via Chiaia, ha provocato danni molto gravi alla struttura. Le fiamme hanno interessato l’auditorium e parte dello stabile sovrastante, causando il crollo della cupola sulla platea e rendendo la sala di fatto inagibile. Il rogo ha coinvolto anche diversi appartamenti dell’edificio e ha richiesto l’intervento di numerose squadre dei vigili del fuoco.
Fondato nel 1847 su progetto dell’architetto Fausto Niccolini per volontà del duca Giulio Mastrilli di Marigliano, il Teatro Sannazaro è stato a lungo uno dei luoghi centrali della vita teatrale napoletana. Con le sue decorazioni ricche di stucchi e dorature, firmate da Vincenzo Paliotti, fu presto soprannominato la “Bomboniera” di via Chiaia.
Nel corso dell’Ottocento e del primo Novecento la sala ospitò interpreti di primo piano della scena teatrale italiana, tra cui Eleonora Duse, Ermete Novelli ed Emma Gramatica. Nel 1888 fu inoltre il primo teatro napoletano a essere illuminato elettricamente e l’anno successivo accolse la prima rappresentazione di Na santarella di Eduardo Scarpetta.
Dopo un periodo di declino che lo portò a essere utilizzato come cinema, il teatro fu recuperato alla fine degli anni Sessanta grazie all’intervento di Nino Veglia e Luisa Conte, riaprendo nel 1971 come sala dedicata alla prosa. Negli ultimi decenni il Sannazaro è rimasto uno dei presìdi della tradizione teatrale napoletana, rilanciando generi storici come il Café Chantant e ospitando artisti come Peppe Barra e Lina Sastri. Dal 2018 è inoltre riconosciuto dal Ministero della Cultura come centro di produzione teatrale.
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