Un incendio divampato all’alba ha colpito il Teatro Sannazaro di Napoli, a via Chiaia, provocando danni gravissimi a uno dei luoghi simbolo della scena culturale partenopea. Le fiamme, alte e accompagnate da una densa colonna di fumo visibile da diverse zone della città, hanno interessato la struttura del teatro e parte dello stabile sovrastante.
«Siamo svegli dalle cinque, c’è una nube impressionante», hanno raccontato alcuni residenti della zona, costretti a rimanere in casa con fazzoletti sul volto per proteggersi dal fumo. L’aria è rimasta irrespirabile per ore in tutto il quartiere.
Quattro persone sono rimaste intossicate dal fumo e sono state trasportate in codice giallo negli ospedali cittadini. Le loro condizioni non destano preoccupazione. Sul posto hanno operato diverse squadre dei Vigili del Fuoco, con il supporto del personale del 118 che ha allestito una postazione fissa per eventuali emergenze.
L’incendio ha coinvolto anche 15 appartamenti dello stabile che ospita il teatro al pianoterra. È stata disposta l’evacuazione anche se non tutti gli immobili risultano abitati, alcuni sono studi professionali. Il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, si è recato sul posto e ha assicurato l’attivazione dei servizi sociali per valutare eventuali necessità di assistenza ai residenti.
Le fiamme hanno gravemente danneggiato la cupola che copriva l’auditorium, incastonata all’interno del cortile del fabbricato adiacente alla chiesa di Santa Maria della Mercede. Secondo le prime informazioni, la cupola sarebbe crollata sulla platea. Il comandante provinciale dei Vigili del Fuoco di Napoli, Giuseppe Paduano, ha parlato di danni ingenti: «Il teatro purtroppo è stato completamente compromesso. All’interno ci sono ancora piccoli focolai che a breve spegneremo. Sulle cause è ancora presto per valutare».
Gli investigatori non escludono, in questa fase preliminare, la possibilità di un’origine dolosa del rogo ma saranno gli accertamenti tecnici a chiarire la dinamica. «È un grande dolore, perché perdere un teatro storico come questo è una ferita profonda per la storia e la cultura della città», ha dichiarato il sindaco Manfredi, «Faremo di tutto per restituire il Sannazaro a Napoli».
Inaugurato il 26 dicembre 1847 su progetto di Fausto Niccolini, figlio del famoso architetto neoclassico Antonio, per volontà del duca Giulio Mastrilli di Marigliano, il Teatro Sannazaro sorge sull’area dell’antico chiostro dei Padri Mercedari spagnoli, lungo via Chiaia. Per la ricchezza di ori, stucchi e decorazioni – firmate da Vincenzo Paliotti – fu presto soprannominato la “Bomboniera” di via Chiaia.
Nel corso dell’Ottocento e del primo Novecento il Sannazaro fu uno dei templi dell’alta prosa napoletana. Vi recitarono interpreti come Eleonora Duse, Tina Di Lorenzo, Ermete Novelli, Emma Gramatica, Ruggero Ruggeri. Nel 1888 fu il primo teatro cittadino a essere illuminato elettricamente. Nel 1889 ospitò la prima di Na santarella di Eduardo Scarpetta.
Dopo una fase di declino che lo portò a diventare sala cinematografica, nel 1969 iniziò un’importante ristrutturazione voluta da Nino Veglia e Luisa Conte. La riapertura nel 1971 segnò il ritorno del Sannazaro tra le principali sale teatrali della città. Negli anni successivi, sotto la direzione della famiglia Veglia-Sansone, il teatro è rimasto presidio della tradizione teatrale napoletana, rilanciando anche generi come il Café Chantant e ospitando tanti artisti, da Peppe Barra a Lina Sastri. Dal 2018 il Sannazaro è centro di produzione teatrale riconosciuto dal Ministero della Cultura.
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