Laurence des Cars
A distanza di quasi cinque mesi dal clamoroso furto dei gioielli della Corona del Louvre sottratti nell’ottobre 2025 all’interno della storica Galerie d’Apollon, la direttrice del museo parigino Laurence des Cars si dimette dalla sua carica, dando il via a una nuova crisi istituzionale per il museo più visitato al mondo.
Il furto, avvenuto in pieno giorno nella Galerie d’Apollon, segna uno dei più gravi scandali nella storia recente delle istituzioni museali europee ed è solo uno dei tanti avvenimenti che hanno messo in evidenza le gravi crisi strutturali che segnano il sistema-Louvre ormai da anni —vi rimandiamo, ad esempio, all’allagamento che lo scorso dicembre ha portato al grave danneggiamento di oltre 300 opere della collezione egizia.
A seguito di questi avvenimenti, il presidente francese Emmanuel Macron ha perciò accettato le dimissioni di Laurence des Cars, direttrice del Louvre dal 2021 e prima donna a ricoprire questa carica. L’Eliseo ha definito la decisione come un “atto di responsabilità” della des Cars e questa novità segna un punto di svolta nella gestione del museo e apre una fase di transizione istituzionale volta a ristabilire fiducia e credibilità.
Des Cars aveva già offerto le dimissioni immediatamente dopo il furto, riconoscendo la gravità dell’accaduto. Tuttavia, solo ora il governo francese ha deciso di formalizzare la sua uscita, sottolineando la necessità di una nuova leadership capace di affrontare le sfide strutturali insite al museo.
Il furto, avvenuto lo scorso 19 ottobre, in pieno giorno, è stato condotto con un’efficienza spiazzante, che ha immediatamente sollevato interrogativi sulla vulnerabilità del museo. Un gruppo organizzato ha infatti utilizzato un montacarichi esterno per accedere all’edificio attraverso una finestra, forti dei lavori in corso presso la struttura. I ladri avrebbero poi infranto le teche espositive in cui i gioielli erano custoditi, sottraendo così otto oggetti storici —per un valore di oltre 88 milioni di euro— in meno di sette minuti.
Tra i manufatti rubati figurano pezzi emblematici della storia imperiale francese, tra cui una collana con smeraldi e diamanti appartenuta a Maria Luisa, seconda moglie di Napoleone I, e un diadema ornato da quasi duemila diamanti associato all’imperatrice Eugénie. Nonostante l’arresto di alcuni sospetti, i gioielli non sono ancora stati recuperati.
Le indagini successive hanno evidenziato criticità strutturali profonde. Un’inchiesta parlamentare ha parlato esplicitamente di “fallimenti sistemici” nella gestione della sicurezza, denunciando una cronica sottovalutazione del rischio di intrusioni. Tra i dati più allarmanti emersi figura il fatto che, fino al 2024, solo il 39% degli spazi del museo fosse coperto da sistemi di videosorveglianza adeguati. Questa carenza, unita a ritardi nell’aggiornamento delle infrastrutture e a investimenti insufficienti nella sicurezza, ha contribuito a creare le condizioni per il furto. Secondo osservatori esterni, il museo avrebbe privilegiato acquisizioni e progetti di rilancio post-pandemico a scapito della manutenzione e della protezione delle collezioni esistenti.
Il furto si inserisce in un contesto di tensioni più ampio che ha coinvolto il Louvre negli ultimi mesi. Scioperi del personale, infiltrazioni d’acqua nelle strutture e un’indagine su una frode legata ai biglietti hanno contribuito a mettere in discussione la governance dell’istituzione.
Questa concatenazione di eventi ha trasformato il furto da episodio criminale isolato a sintomo di una crisi sistemica, evidenziando le contraddizioni di un’istituzione che, pur restando il museo più visitato al mondo, si confronta con la crescente complessità della gestione contemporanea del patrimonio culturale.
Quello che abbiamo visto a Maastricht, tra caravelle di corallo e altri capolavori. E quello che musei e collezionisti hanno…
Dopo la presa di Khartoum, il Museo Nazionale del Sudan è stato saccheggiato su larga scala. Colpite soprattutto le collezioni…
Palazzo Strozzi accoglie la più ampia mostra italiana dedicata a Mark Rothko: un percorso cronologico attraverso 70 opere provenienti dai…
Partito il cantiere per la transizione green di piazza Alighiero Boetti del MAXXI di Roma, il progetto firmato dal paesaggista…
Un restauro ai Musei Vaticani ha riportato alla luce Il Redentore, opera autentica di El Greco rimasta per decenni occultata…
Nella sede della RUFA a Milano, al via una nuova rassegna dedicata al fumetto contemporaneo e all'illustrazione, tra creatività, controcultura…