Categorie: Attualità

Opere d’arte dedicate alle vittime di mafia finiscono in discarica: succede a Cosenza

di - 13 Maggio 2023

Opere pubbliche d’arte contemporanea in discarica? Succede a Cosenza, dove, nei primi giorni di maggio, tre sculture realizzate dall’artista Maurizio Orrico sono state sradicate dalla loro sede, nella rotonda della via intitolata a Sergio Cosmai. Proprio al celebre giurista, vittima, il 13 marzo 1985, di un agguato della ‘ndrangheta, erano dedicate le opere, inaugurate nel marzo 2013, in occasione delle celebrazioni in memoria di Cosmai, al quale è stata anche conferita postuma una medaglia d’oro al merito civile. A ordinare la rimozione dell’opera, Francesco Franz Caruso, attuale sindaco di Cosenza, «Città straordinaria, che ha tradizioni di tolleranza e grande vitalità culturale, la cui storia adesso non può essere macchiata da questa smargiassata», ha tuonato Vittorio Sgarbi, Sottosegretario di Stato alla cultura.

«Avevo chiesto tramite il mio ufficio di verificare l’accaduto», ha continuato Sgarbi. «È incredibile a dirsi ma è tutto vero. Ho stentato a credere che si possa avere tanto disprezzo per l’arte, la cultura e il messaggio civile che l’opera intendeva trasmettere in un territorio dove purtroppo la criminalità è forte». «Segnalerò l’episodio alla competente Procura per gli eventuali reati che si ravviseranno. Voglio dire al sindaco che le opere d’arte sono un bene di tutti, in particolar modo quando queste opere testimoniamo la violenza della criminalità in una terra straordinaria ma difficile come la Calabria».

La rimozione dell’opera era stata pubblicamente annunciata dal sindaco Caruso, durante l’ultima cerimonia di commemorazione dedicata a Cosmai, facendosi portatore di un desiderio espresso dalla moglie del giurista, che fu anche direttore del carcere di Cosenza: smantellare quel che resta del monumento cittadino che ormai solo nelle intenzioni è dedicato alla memoria del marito. «Farò di tutto per rimuoverlo. Sarà sostituito da un’altra opera che vedrà la luce da qui a breve per ricordare degnamente Cosmai e, soprattutto, onorare il valore del suo sacrificio», dichiarava Caruso, come riportato da fonti locali.

L’opera «Fu commissionata dal precedente Sindaco Mario Occhiuto e posata il 9 marzo 2013, a distanza di 28 anni dalla scomparsa del direttore del carcere di Cosenza Sergio Cosmai, trucidato da tre killer appartenenti ad un clan cosentino. Il monumento, anche se intitolato al direttore del carcere, è dedicato a tutte le vittime della mafia», ci ha spiegato Maurizio Orrico, che è originario di Cosenza e che abbiamo raggiunto per ricostruire la vicenda.

Trattandosi di opera pubblica, esposta a cielo aperto, avrà avuto necessità di regolari interventi di manutenzione. Sono stati effettuati dal Comune? In che condizioni versava il lavoro, prima di venire rimosso?

«L’opera fu trattata con degli acidi da me in due occasioni anche se il materiale di cui è composta cioè ferro da 15 mm di spessore non necessita di particolari cure in quanto la particolarità del materiale dona con il tempo effetti e colorazioni anche molto gradevoli».

Secondo fonti locali, la scultura ora si troverebbe in una discarica ma sulla vicenda è intervenuto anche il sottosegretario Vittorio Sgarbi. Quali sono le sue intenzioni, ora?

«Mi è stato segnalato tramite Facebook da una terza persona che la scultura si trovava in una discarica in uno dei quartieri popolari della città. Dopo varie ricerche l’ho ritrovata e incredulo ho richiesto l’intervento della Polizia, che è intervenuta verbalizzando l’accaduto. Certamente le mie intenzioni sono quelle di rivedere la scultura reinstallata».

A Cosenza si sono verificati altri casi di incuria relativi a opere d’arte contemporanea?

«Sì un altro episodio riguarda l’opera di Cesare Baccelli scomparsa nel 2003 dedicata agli alunni della scuola elementare vittime del bombardamento del 12 aprile 1943».

Lei ha partecipato e collaborato all’organizzazione di Bocs Art, programma di residenze di rilevanza nazionale e internazionale. In che stato versano le strutture e le opere del deposito?

«Si ho partecipato sia all’organizzazione e alla progettazione dei BoCS art che del BoCS Museum. Ad oggi sia i BoCS che il museo sono in condizioni imbarazzanti, come da articolo redatto in data 02.05.2023 su, Il Quotidiano, “I BoCS Art sul lungofiume preda dell’incuria”».

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