Categorie: Attualità

Reportage da una Oslo blindata, causa Covid-19. Ma che resiste con l’arte

di - 16 Marzo 2020

Oslo si preparava a una primavera-estate 2020 decisamente eccitante, ma anche nella città dell’Urlo di Edward Munch, le prime avvisaglie della pandemia del Covid-19 stanno modificando i calendari delle istituzioni culturali. L’apertura del nuovo Munch Museum nel distretto di Bjorvika era già stata rinviata di qualche mese a data da destinarsi, ma ora è slittata anche l’apertura della nuovissima sede della Biblioteca Deichman prevista per la fine di marzo. Quello che, negli anni a venire, sarà uno dei nuovissimi hub culturali scandinavi è in quarantena come la maggior parte di musei e delle gallerie del mondo.

Munch Museum

Il museo Astrup Fernley ha chiuso al pubblico venerdì scorso ed è molto probabile che seguirà i protocolli imposti a livello governativo che si orientano verso una chiusura prolungata di tutte le attività culturali a livello nazionale. La Kunstnernes Hus, in pieno festeggiamento dei suoi 90 anni di attività, ha chiuso cinema e tutti i programmi culturali. Il museo Kode di Bergen e la totalità delle gallerie private (che ricevono ora solo su appuntamento) e delle Kunsthalle e musei del Paese prevedono una chiusura cautelativa fino al 14 aprile. Il parco di sculture di Ekeberg ha cancellato le attività.

Elmgreen & Dragset, Dilemma, 2017. Ekebergparken, Oslo

Tutto si è spostato su Instagram e altri canali social di artisti, istituzioni e operatori culturali che cominciano ad affinare le tante iniziative on line. Anche qui, almeno tra gli operatori della cultura, comincia a circolare il messaggio #unitedinisolation o di altre iniziative volte a continuare la produzione anche in modalità remote (similmente al nostro #iorestoacasa).

Oslo, la città che ha quasi come banner istituzionale l’artista e l’icona più appropriata del momento, lancia comunque un messaggio a rimboccarsi le maniche e non farsi prendere dal panico Covid-19. La mostra più rilevante del momento sembra proprio essere quella della 222T/twotwentytwocontemporary, una artist run gallery nel distretto di Myntgata. “The world upside down”, questo è il titolo, con un’opera di Jeremy Deller sulla vetrina che recita «Everyday I look at the world from my window». C’è da augurarsi che, come nel caso di Munch, uno sguardo lucido sulla condizione umana in chiave oggettiva e anticonformista si potrà un giorno rivelare il potente motore per una ripresa positiva.

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

Ahuva Zeloof trova l’arte nella nuda pietra: libro e mostra a Milano

A Milano, il lancio del volume FAITH e una mostra dedicata alle nuove sculture di Ahuva Zeloof, nate da pietre…

2 Giugno 2026 14:30
  • Arte contemporanea

La Galleria Latina riapre con Soglie: ventidue artisti italiani per un nuovo inizio

Lo storico spazio fondato negli anni Ottanta inaugura un nuovo corso con una mostra che indaga il concetto di soglia…

2 Giugno 2026 13:30
  • Personaggi

È stata trovata morta a San Paolo Hilde Lynn Helphenstein in arte Jerry Gogosian, voce critica dell’arte

È giallo sulla morte di una delle voci più taglienti del sistema dell’arte internazionale. Il suo corpo è stato ritrovato…

2 Giugno 2026 13:03
  • Arte contemporanea

Festa della Repubblica: la storia delle partigiane torna alla luce nella mostra di Gaia De Megni

Gaia De Megni presenta alla Casa degli Artisti di Milano una mostra dedicata alle figure femminili rimaste ai margini della…

2 Giugno 2026 11:30
  • Progetti e iniziative

Costruire comunità 2026: al Madre di Napoli una giornata per il dialogo interdisciplinare

Fare del museo un luogo di confronto aperto tra arte, scienza e spiritualità: con questa premessa il museo Madre presenta…

2 Giugno 2026 10:30
  • Teatro

In Scena: gli spettacoli e i festival della settimana, dal 2 al 7 giugno

Una selezione degli spettacoli e dei festival più interessanti della settimana, dal 2 al 7 giugno, in scena nei teatri…

2 Giugno 2026 9:30