Yves Klein
Da alcuni giorni, a Parigi, sta facendo molto discutere una battaglia legale tra un’anziana signora di 80 anni e il suo avvocato. Nonostante i due intrattenessero un rapporto formale e stabile da diverso tempo, l’ottuagenaria sostiene di essere stata raggirata dal legale, che l’avrebbe convinta, circa due anni fa, a lasciargli in affidamento una tela di Yves Klein, valutata a 20 milioni di euro, paventando un ipotetico rischio di furto o danneggiamento.
La signora ha dunque affidato la tela all’avvocato, affinchè venisse portata in un deposito di massima sicurezza, dove, però, pare non vi sia traccia alcuna dell’opera. Secondo quanto dichiarato dalla proprietaria, come riportato da Europe1, da quel momento il legale ha costantemente ignorato le sue richieste d’informazione e poi di restituzione. Sembra, infatti, che il dipinto sia stato trasferito in un altro deposito, con l’avvocato che si sarebbe spacciato come legittimo proprietario, brandendo come prova una lettera in cui la signora affermava di avergliela donata. Una dichiarazione reputata ovviamente falsa da quest’ultima. Insomma, una trama degna di un giallo di Agatha Christie. Le indagini sono svolte dall’Ufficio centrale per la lotta alla tratta di beni culturali, un servizio specializzato all’interno della direzione centrale della polizia giudiziaria. Intanto, il mistero sul furto dell’opera di Yves Klein e sulla sua collocazione si infittisce.
Il dipinto, delle misure di 80 x 120 centimetri, è un monocromo del 1956 completamente intinto dell’International Klein Blue, il pigmento inventato e prodotto dall’artista francese e, oltre ad avere un valore economico di primo piano, detiene anche un forte valore affettivo: si tratterebbe infatti di un regalo che la donna ha ricevuto all’età di 17 anni, nientemeno che dalle mani di Yves Klein stesso, nel 1956, pochi anni prima della morte del grande artista, scomparso il 6 giugno 1962.
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Il mio lavoro negli ultimi anni ha seguito il tema degli sconfitti. Dare luce a chi è sempre stato nell’ombra.