Categorie: Attualità

Vittorio Sgarbi uno e trino, anzi di più, con la nomina a Presidente di Ferrara Arte

di - 26 Novembre 2019

Sindaco, sottosegretario, assessore ed europarlamentare, critico d’arte, curatore di mostre in provincia di Siracusa e del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia, editorialista e opinionista nei salotti della tv. Uno e trino? Di più, di più. E così, oltre alle cariche di Sindaco di Sutri, di Presidente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Canova Onlus di Possagno e di Presidente del MART – Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, dal 21 novembre Vittorio Sgarbi è stato ufficialmente nominato anche come Presidente della Fondazione Ferrara Arte. Superato il dogma della trinità, a questo punto non rimane che l’ubiquità.

In effetti, per Sgarbi, in questo caso, si tratta di un ritorno sentimentale, visto che Ferrara, oltre a essere la sua città natale, è stata anche la cornice degli accesissimi scontri per il progetto di ristrutturazione di Palazzo dei Diamanti. Regolarmente assegnati allo studio di architettura Labics in seguito a un bando, i lavori furono poi bloccati per una petizione lanciata dallo stesso Sgarbi e appoggiata dall’entrante sindaco leghista, Alan Fabbri (sì, quello che coprì l’immagine del volto di Giulio Regeni con una bandiera del carroccio per festeggiare la sua elezione). Alla fine, dopo una lunga querelle e l’avvicendamento tra Bonisoli e Franceschini, pare che il progetto andrà avanti e proprio in questi giorni si stanno svolgendo i sopralluoghi, con Sgarbi impegnato a vigilare sul progetto e sui cantieri, dall’alto della sua nuova posizione di Presidente della Fondazione Ferrara Arte.

Con Sgarbi, una nuova Ferrara d’arte. Senza dimenticare i turisti

La Fondazione Ferrara Arte è stata costituita dal Comune e dalla Provincia di Ferrara con lo scopo di organizzare mostre in collaborazione con le Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara. Il board è stato presentato il 23 novembre, insieme a quelli di Fondazione Teatro Comunale, presieduta da Mario Resca, manager e membro del cda Mondadori, e Associazione Ferrara Musica, guidata da Francesco Micheli, imprenditore di lungo corso, amico tanto della famiglia Ligresti che di artisti e musicisti.

Insomma, la nuova Ferrara leghista punta alla cultura? Più o meno. «Il nostro scopo è quello di implementare il tessuto culturale cittadino, molto vivo, attraverso anche una logica turistica», ha dichiarato Alan Fabbri, intervento durante la presentazione, insieme all’assessore alla cultura, Marco Gulinelli. «Ho scelto volutamente, a differenza della precedente amministrazione, di non essere presidente perché volevo dare la possibilità e la libertà ai presidenti di lavorare essendo professionisti seri e, consentitemi di dire, sul pezzo», ha continuato Fabbri. Secondo il programma del sindaco, infatti, i consigli di amministrazione saranno ampliati e godranno di piena autonomia, «per dare più voce alle associazioni che compongono il tessuto economico-turistico della città», ha ribadito Fabbri, se ancora non si fosse capito.

Dunque, spazzata via la giunta Tagliani, c’è aria di revanscismo e Sgarbi non se lo fa dire due volte: «Una città così ingrata, un’amministrazione così distratta e una totale mancanza di riconoscenza hanno indotto ad ignorarmi per più di dieci anni». Il riferimento è al MEIS – Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoà, che fu caldeggiato proprio da Sgarbi nel lontano 2002, anche se, a quei tempi, si parlava di un memoriale e non di un centro culturale.

E Palazzo dei Diamanti? Secondo Sgarbi, la chiusura per consentire i lavori sarà un problema da risolvere, così come le chiese, ancora chiuse dopo il terremoto del 2012. Ma questi sono argomenti che riguardano il Comune, più che la Fondazione Ferrara Arte.

Solo criticità? Per fortuna c’è tempo anche per notizie positive. Oltre alla mostra in apertura a marzo, a Palzzo Schifanoia, dedicata a Francesco del Cossa, anche un progetto sulla scultura rinascimentale ferrarese e un programma di celebrazioni per Gaetano Previati, nel centenario della scomparsa. Ma la volontà è quella di rendere Ferrara una capitale operativa e la prossima primavera proprio nella città estense si terranno gli Stati generali dei Beni culturali, tra Rovereto, Selinunte e Ferrara, ha anticipato Sgarbi.

«Questa città ha le prerogative per essere una capitale europea della cultura perenne anche senza concorrere. Anuncio che Pesaro-Urbino concorreranno come capitale europea della cultura e trovo che sia un po’ diminutivo concorrere per Ferrara capitale italiana della cultura come premio di consolazione di Franceschini ma questa è in parte anche volontà dell’amministrazione», ha dichiarato Sgarbi, che guarda molto avanti. «Concorreremo ad entrambe ma nel 2033, anno che corrisponde al centenario della morte di Ludovico Ariosto potrebbe essere tranquillamente Ferrara capitale europea della cultura che per quello che mi riguarda già è».

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