Mostra dei finalisti del Premio in Palazzo Rizzelli a Ortelle
Il Premio Giuseppe Casciaro compie dieci anni. Nato nel 2015 nel Salento, a partire da una comune idea degli storici dell’arte Carmelo Cipriani e Sergio Ortese, quest’ultimo prematuramente scomparso nel 2019, il premio è oggi una realtà organizzativa consolidata, oltre che un appuntamento fisso dell’estate pugliese. Un decennio lungo, che parte dall’ideazione della prima edizione, realizzata nell’estate 2016, vinta da Gianfranco Basso (Lecce, 1978), e si concluderà il prossimo anno con la realizzazione della nona edizione. Dopo Basso ad aggiudicarsi il premio nelle edizioni trascorse sono stati, in ordine: Giuseppe Ciracì (Brindisi, 1975), Evita Andùjar (Siviglia-Spagna, 1974), Massimo Saverio Ruiu (San Severo, 1961), Francesco Cuna (Galatina, 1978), Gianluca Marinelli (Taranto, 1983), Federica Gonnelli (Firenze, 1981).
Quella odierna è l’ottava edizione e segna il decennale dall’ideazione, avvenuta a Ortelle, paese natale di Giuseppe Casciaro (Ortelle, 1861-Napoli, 1941), noto paesaggista vissuto tra Otto e Novecento. Celebre soprattutto per i suoi paesaggi inondati di luce, sempre connotati da una caratteristica evanescenza, Casciaro ha riprodotto tanto il mare quanto la montagna, dalla costa napoletana tra Ischia e il quartiere Vomero al litorale salentino, Castro in particolare, passando per Nusco e l’Irpinia. Scenari eterogenei, in cui uomo e natura sono colti in perfetta sintonia, che il Maestro ha rappresentato con il pastello sublimando effetti di luce e consistenze materiche.
Improntato allo spirito sperimentatore di Casciaro il Premio valorizza le forme più innovative del mezzo pittorico, spaziando dall’olio al ricamo, dal collage alle light box, dall’acquerello all’arte materica. Il Premio è promosso annualmente dall’Amministrazione Comunale di Ortelle, luogo natio di Casciaro, in collaborazione con la locale Pro Loco e il patrocinio di Regione Puglia e della Fondazione Pino Pascali. L’obiettivo è costituire un Museo Civico intitolato al pittore, al fine di valorizzarne la ricerca e perpetuarne la memoria.
Due le sezioni in cui si articola l’edizione presente: il riconoscimento alla carriera, conferito a un artista di consolidata rilevanza nazionale o internazionale mediante selezione diretta della giuria, e il premio all’opera, destinato a un autore o autrice la cui produzione più recente, rappresentata da un’opera degli ultimi dieci anni, riveli un’indagine formale, linguistica o processuale di particolare interesse. Non vi sono vincoli di tecnica, supporto o dimensioni, nè vincoli di età o tema: ciò che si ricerca è una tensione autentica, un’interrogazione sincera dell’immagine e della materia.
Per candidarsi al Premio all’opera è sufficiente inviare la foto di un’opera emblematica della propria ricerca. La partecipazione è gratuita. Una giuria di esperti selezionerà i finalisti. Al vincitore sarà data la possibilità di allestire un’ampia personale, corredata di curatela, comunicazione e relativo catalogo, a Galatina, nel cuore del Salento, presso Gigi Rigliaco Gallery, partner del premio. La galleria è un vasta autorimessa trasformata in white cube, con una superficie espositiva di circa 200 mq. Il luogo ideale in cui dipanare ricerche ampie e articolate. Per partecipare c’è tempo fino al 29 giugno.
Le opere finaliste saranno rese note sui canali social del Premio, mentre la proclamazione del vincitore avverrà nel corso di un evento pubblico organizzato durante l’estate.
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