Il Ritratto ritrovato di Gustav Klimt torna alla Galleria Ricci Oddi

di - 28 Novembre 2020

Si è svolta questa mattina, in diretta streaming a causa delle misure di sicurezza per l’emergenza COvid-19, la presentazione ufficiale per celebrare il ritorno del Ritratto di Signora di Gustav Klimt alla Galleria Ricci Oddi di Piacenza. L’opera del grande artista, maestro della Secessione Viennese, mancava dalla galleria da 23 anni, da quando, nel 1997, il dipinto venne trafugato, per essere poi ritrovato nel dicembre 2019, in una intercapedine esterna della stessa Ricci Oddi. Inserita in una speciale teca blindata, il Ritratto è stato collocato nella sala centrale della pinacoteca piacentina.

Il Ritratto di Klimt torna alla Ricci Oddi: la soddisfazione di Franceschini

Alla soddisfazione di Massimo Ferrari, presidente della Galleria Ricci Oddi, si è unita quella del ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini. «Quest’opera viene finalmente restituita alla sua comunità e all’Italia intera dopo 23 anni», ha dichiarato il ministro.

«Ciò avviene purtroppo in un momento in cui le misure adottate per il contenimento della pandemia non permettono l’apertura dei luoghi della cultura –ma ciò è tanto più simbolico in quanto il dipinto, a lungo sottratto dallo sguardo del pubblico, ritrova il suo contesto in un museo che dimostra così di essere più vivo che mai, nonostante la chiusura», ha sottolineato ancora Franceschini, che ha poi allargato il discorso.

«In tutta Italia sono tante le attività nei musei, interessati da lavori di ristrutturazione, restauri, arricchimento delle collezioni e ripensamento degli allestimenti in vista della prossima riapertura. Quando le cittadine e i cittadini di Piacenza potranno tornare a visitare la Galleria, la ritroveranno arricchita dalla ricomparsa di un’opera straordinaria: il segno di una rinascita che avrà qui, come in molti altri musei, anche un aspetto fisico e concreto, la piena riappropriazione di un capolavoro», ha concluso il ministro.

La lunga storia del Ritratto

Rimane però il mistero sul furto. L’opera fa parte di una serie di ritratti femminili realizzati da Klimt tra il 1916 e il 1917, quindi, immediatamente prima della morte, avvenuta il 6 febbraio 1918, per un ictus durante in viaggio in Romania. Si tratta del periodo della piena maturità, quando Klimt era all’apice della fama, con la vittoria del primo premio all’Esposizione Internazionale di Arte di Roma e avendo esposto alla Biennale di Venezia. In questi anni, dopo le ardite sperimentazioni con l’oro, il grande Maestro era impegnato nella ricerca di un nuovo linguaggio meno sofisticato e più immediato, anche se ugualmente simbolico, affidandosi però più al colore che al disegno.

L’inaugurazione della Galleria Ricci Oddi, progettata dall’architetto Giulio Ulisse Arata, avvenne nell’ottobre 1931, in una cerimonia alla quale parteciparono i Principi di Piemonte, Umberto e Maria José di Savoia. Fu proprio in previsione della prima apertura pubblica che la raccolta venne arricchita con capolavori quali l’Ecce Puer di Medardo Rosso e due Ritratti di Signora, uno di Boldini e l’altro di Klimt.

Il furto del Ritratto di Signora fu scoperto la mattina del 22 febbraio 1997 ma, secondo le ricostruzioni all’epoca dei fatti, avvenne nei tre giorni precedenti. Questo ritardo nella segnalazione fu dovuto a un trasloco del Ritratto di signora e di altre opere a Palazzo Gotico, in piazza Cavalli, non distante dalla Galleria Ricci Oddi, in occasione di una mostra su Klimt.

Le indagini seguirono diversi filoni ma l’opera non fu mai ritrovata, fino al dicembre del 2019, quando, sotto le foglie fitte e robuste che circondavano su tre lati il museo piacentino, i giardinieri trovarono il capolavoro, nascosto in una nicchia. E adesso, dopo tutte le verifiche sull’autenticità, il Ritratto di Signora di Gustav Klimt può finalmente tornare alla Galleria Ricci Oddi.

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