Categorie: Beni culturali

Il valore dei dati per il futuro dei luoghi della cultura: il convegno a Roma

di - 9 Marzo 2026

Si è concluso a Roma, presso la Pontificia Università Gregoriana, il secondo convegno Big Data e luoghi della cultura. Due giornate di incontri e tavole rotonde dedicate al ruolo dei dati nel settore culturale e alla loro possibile applicazione nelle politiche di valorizzazione e divulgazione del patrimonio, dalla comunicazione digitale ai social media, fino alle strategie di marketing per musei e istituzioni culturali.

Il tema centrale dell’edizione è stato quello dei dati come risorsa, al centro sia degli interventi sia del report dell’Osservatorio Big Data e Luoghi di Cultura. In apertura, il Capo Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale Alfonsina Russo ha presentato una delle principali novità di questa seconda edizione: la collaborazione con l’Istituto Centrale per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale IC-VEPP, nato con l’obiettivo di interagire con i Big Data, decodificarli e renderli accessibili attraverso piattaforme software utilizzabili dalle istituzioni culturali.

L’istituto si propone di trasformare i dati in strumenti operativi per creare e misurare valore culturale, favorire la sperimentazione creativa, rafforzare le relazioni con il pubblico e sviluppare nuovi modelli di sostenibilità economica per i luoghi della cultura, monitorando al tempo stesso l’impatto del settore sull’indotto economico.

«Dati come conoscenza, dati come previsione e risorsa: saperli raccogliere, leggere e interpretare diventa una leva decisionale fondamentale per l’industria culturale», ha sottolineato Alessio De Cristofaro, direttore dell’Istituto Centrale per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale.

Le informazioni analizzate nel report provengono dalla Fondazione indipendente Delphos, il cui direttore Sergio Bellini coordina un comitato scientifico composto da direttori museali, professionisti del settore e docenti universitari. Il report rappresenta una sintesi dell’ultimo anno di attività e restituisce una mappa dettagliata delle abitudini di visita, delle tendenze emergenti e delle criticità del sistema culturale, offrendo un quadro delle variabili che influenzano la fruizione dei luoghi della cultura.

Nonostante la Fondazione sia nata da pochi anni, i dati raccolti contribuiscono giĂ  a colmare una lacuna significativa nella conoscenza delle dinamiche di fruizione culturale, favorendo una maggiore consapevolezza e fornendo strumenti utili alla gestione del patrimonio.

L’Osservatorio nasce dall’esperienza della piattaforma Midaticket e dalla visione di due imprenditori che hanno introdotto un approccio data driven, basato sull’analisi sistematica di numeri e dati per ottenere una lettura più oggettiva dei fenomeni culturali. La consapevolezza del valore informativo di queste informazioni ha portato alla creazione dell’Osservatorio, successivamente sviluppato dalla Fondazione Delphos attraverso l’integrazione di nuove fonti e il coinvolgimento di partner istituzionali.

Il progetto prevede aggiornamenti quadrimestrali, che offriranno una panoramica costante delle tendenze e delle criticitĂ  del settore, monitorando le variazioni quantitative e qualitative dei fenomeni osservati. Accanto a queste analisi periodiche sono previsti anche approfondimenti monografici dedicati a temi specifici.

Tra questi, il rapporto ha analizzato il fenomeno del no-show, ovvero la situazione in cui un visitatore acquista un biglietto ma non effettua la visita prevista. Lo studio evidenzia come questo comportamento incida sull’efficienza e sull’equilibrio economico dei luoghi della cultura, influenzando la gestione dei flussi di visitatori e anche i ricavi indiretti, come quelli legati al merchandising. Ogni biglietto acquistato ma non utilizzato rappresenta infatti una perdita potenziale per le istituzioni culturali. Tutti i risultati delle ricerche sono disponibili gratuitamente sul sito della Fondazione Delphos.

Nonostante la crescente digitalizzazione del settore culturale, l’uso sistematico dei Big Data in Italia rimane ancora limitato rispetto ad altri contesti internazionali. Proprio per questo il progetto invita musei e istituzioni culturali ad adottare questo approccio strategico, ampliando la rete dei soggetti coinvolti.

In prospettiva, nel 2027 è prevista una nuova ricerca dedicata alla valutazione dell’impatto sociale del lavoro nel settore culturale. Un’indagine che punta a fornire ulteriori dati e strumenti utili per comprendere il ruolo economico e sociale della cultura nel sistema nazionale.

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