Gli esperti restauratori spagnoli non ci stanno e, dopo l’ennesimo caso di un lavoro andato a pessimo fine – e conseguentemente ripreso dall’ironia dell’internet – hanno chiesto al governo regole e controlli più severi. Questa volta è stato un dipinto di una Vergine Maria, copia dall’originale di Bartolomé Esteban Murillo, a diventare un apprezzatissimo meme, in seguito a un tentativo di restauro affidato da un privato a un restauratore di Valencia, per 1200 euro. Doveva essere una pulitura, un’operazione delicata, e invece è stata una tragedia, con il raffinato volto della Madonna che si è trasformato in una sorta di ritratto in stile Art Brut, a voler essere ottimisti.
Il caso ha inevitabilmente richiamato quello del famoso Ecce Home del Santuario di Borja, diventato poi il Monkey Jesus, senza dubbio il più famoso esempio di restauro culminato in disastro, dovuto a un gesto di spontanea volontà dell’ottantaduenne Cecilia Giménez, parrocchiana e pittrice dilettante. Per non parlare della scultura in legno del XVI secolo raffigurante San Giorgio, nella chiesa di San Miguel de Estella a Navarra, che fu affidata a un artigiano locale. Quest’operazione è valsa la metamorfosi dell’uccisore di draghi più famoso della storia in qualcosa di più simile a un personaggio di Toy Story o di Tintin. Qui potete dare un’occhiata alla nostra classifica dei restauri da brividi, se avete il coraggio.
Fernando Carrera, professore alla Scuola gallega per la conservazione e il restauro dei beni culturali, ha dichiarato al Guardian che tali casi hanno messo in evidenza la necessità di far eseguire questi lavori solo da restauratori adeguatamente formati. «Non credo che queste persone dovrebbero essere indicate come restauratori. Siamo onesti: sono persone che sbagliano. Distruggono le cose». Il problema è che in Spagna – che pure ha una legislazione abbastanza severa e complessa in materia di beni culturali, per esempio in merito all’esportazione – non ci sono regole precise per l’affidamento dei lavori di restauro, che possono essere svolti praticamente da chiunque.
«Conosciamo solo i casi che vengono alla luce attraverso la stampa o i social network, ma ci sono molte altre situazioni simili, in cui i lavori vengono condotti da persone senza le adeguate competenze», ha affermato, al quotidiano spagnolo Las Provincias, María Borja, vicepresidente e coordinatore della ACRE, l’associazione professionale dei restauratori conservatori di Spagna. In effetti, le operazioni di restauro condotte sulle opere riconosciute come Beni Culturali devono essere comunicate al Governo ma ci sono anche casi in cui le opere non sono state dichiarate al Ministero della Cultura e, pertanto, i proprietari non sono tenuti a denunciare gli interventi di conservazione e restauro.
Secondo Carrera, in Spagna ci sono moltissimi reperti e opere non riconosciuti ma di importanza fondamentale per la storia della Nazione. «Paradossalmente, episodi del genere mostrano quanto siano importanti i restauratori professionisti. Dobbiamo investire nel nostro patrimonio, ma prima di parlare di denaro, dobbiamo assicurarci che le persone che intraprendono questo tipo di lavoro siano state adeguatamente formate».
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