Villa Verdi prima dell'abbandono
Secondo Riccardo Muti, è qualcosa di più di una semplice casa, piuttosto la si può considerare come la «Ventottesima opera del Maestro». Perché nella dimora di Villanova d’Arda, località S. Agata, in provincia di Piacenza, Giuseppe Verdi, insieme a Giuseppina Strepponi, sua seconda moglie, visse 50 lunghi anni, non sempre tranquilli – in particolare per i rapporti tesi con il padre – ma pieni di ispirazione. Qui Verdi compose, tra l’altro, l’Aida, il Trovatore, la Traviata, il Don Carlos e anche il Requiem in onore di Alessandro Manzoni. E dei Promessi Sposi, oggi, nella Villa, è conservata una delle prime copie, donata dallo stesso autore. Ma da diversi mesi Villa Verdi versa in stato di abbandono e degrado, nel giardino, particolarmente curato dal compositore, l’erba è cresciuta a dismisura e negli interni, dove sono esposti anche i vestiti del Maestro, gli spartiti, le carrozze, tra l’intonaco scrostato si allargano macchie di umidità. L’abbandono è relativamente recente: a seguito di un contenzioso sorto tra gli eredi, la casa, di cui cinque sale erano state adibite a museo, era rimasta disabitata e in attesa dell’asta giudiziaria, con una base tra i 25 e i 30 milioni di euro. Ma già tra gennaio e febbraio 2023, il Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, aveva annunciato il progetto di istituire una Fondazione ad hoc per la gestione della casa museo, partecipata dal suo dicastero, dalla Regione e dai Comuni di Busseto e Villanova, esercitando dunque il diritto di prelazione.
E adesso, la Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per le Province di Parma e Piacenza ha avviato il procedimento di dichiarazione di pubblica utilità, finalizzata all’esproprio, del complesso di immobili. Il procedimento si concluderà entro 180 giorni dalla data di ricezione della comunicazione di avvio da parte dei soggetti interessati. L’amministrazione competente all’emanazione del relativo provvedimento finale è il Ministero della Cultura, Direzione Generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio.
«La Villa, appartenuta al Maestro e Senatore Giuseppe Verdi, rappresenta patrimonio fondamentale della Nazione per il valore storico dell’opera del grande compositore e per il ruolo importante avuto nel Risorgimento», ha dichiarato Sangiuliano. «Questo bene non può rimanere esposto al degrado e all’incuria, ma deve poter costituire il nucleo centrale di un itinerario museale a disposizione del mondo intero. Per questo, le direzioni competenti del Ministero, confortate da autorevoli pareri legali, hanno deciso l’acquisizione di Villa Verdi al patrimonio pubblico con il punto di non ritorno della dichiarazione di pubblica utilità».
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