Categorie: Beni culturali

Reggia di Caserta, le Serre di Graefer riaprono al pubblico dopo otto anni

di - 20 Settembre 2024

Quella della Reggia di Caserta è una lunga storia di architettura e natura: se l’imponente palazzo borbonico, costruito nel XVIII secolo da Luigi Vanvitelli, doveva riflettere il potere e la raffinatezza della monarchia, il Parco Reale e il Giardino Inglese rivelano una raffinata interpretazione del paesaggio, tra classicismo ed esotismo. Tra gli elementi più pregiati del complesso, le Serre Borboniche rappresentano ancora oggi, un simbolo di equilibrio tra natura e sapere. Chiuse da oltre otto anni, dal 21 settembre 2024, le Serre Borboniche della Reggia di Caserta saranno nuovamente accessibili al pubblico, insieme alla Serra Moderna, grazie a un innovativo progetto di riqualificazione che punta a preservare e valorizzare il loro ruolo originario all’interno del Giardino Inglese.

Serra delle begonie, esterno, Reggia di Caserta, 2024

La riapertura delle Serre Borboniche: tra storia e innovazione

Le serre riacquistano così la loro funzione storica, legata alla coltivazione e acclimatazione di specie botaniche rare, in linea con la visione del giardiniere reale Johann Andreas Graefer, figura chiave nello sviluppo di questo spazio unico.

Le serre, infatti, furono concepite già nel XVIII secolo per ospitare specie esotiche e indigene, importate da ogni parte del mondo e attentamente coltivate per adornare i giardini della corte borbonica. Graefer, di origini tedesche, fu incaricato di creare un giardino che potesse riflettere l’ampiezza culturale e scientifica del Regno di Napoli. Le serre non solo fungevano da laboratorio botanico ma anche da spazio di commercio e ricerca, unendo estetica e funzionalità.

Serra delle begonie, interno

Un partenariato per il futuro

Grazie a un progetto di partenariato pubblico-privato, tra il Ministero della Cultura e una cordata di imprese locali, riunite sotto il nome Le Serre di Graefer, lo spazio tornerà fruibile al pubblico. Questo modello, pionieristico per un giardino storico in Italia, potrebbe ispirare future strategie di gestione del patrimonio verde in Europa. Come ha affermato Tiziana Maffei, direttrice della Reggia di Caserta, «Abbiamo riqualificato un’area preziosa del Giardino Inglese e assicureremo la conservazione programmata del suo patrimonio vegetale. Il Museo non è una vetrina statica, ma uno spazio vivo e creatore».

Serra Moderna

L’obiettivo del progetto è duplice: ripristinare le serre come luoghi di studio e acclimatazione botanica, ma anche rilanciarne il potenziale economico, in un’ottica di economia circolare e sostenibilità. Tra gli spazi recuperati, figurano quattro serre storiche, il vivaio e l’antica scuola botanica, distribuiti su un’area di oltre 16mila metri quadrati. «Questo progetto rappresenta un passo importante nel percorso di valorizzazione del territorio casertano», ha dichiarato Antonio Maisto, presidente della cooperativa Le Serre di Graefer.

Serre a botte

Arte e botanica in dialogo

In parallelo alla riapertura delle serre, il Museo ospita opere dell’artista Danilo Ambrosino, che ha donato alcune delle sue tele ispirate al Plantarum Regii Viridarii Casertani, un catalogo ottocentesco delle specie botaniche coltivate nel giardino. La mostra Nel giardino del Re – Un tesoro di luce e foglie, inoltre, rappresenta un incontro suggestivo tra arte contemporanea e storia botanica, in cui la luce e le forme delle piante si fondono in composizioni pittoriche di grande impatto visivo. Questo connubio tra arte e scienza riflette l’idea che la natura, come l’arte, sia in costante evoluzione, capace di ispirare e trasformare lo spazio museale.

Serra a botte, interno, con opere di Danilo Ambrosino

Verranno organizzati eventi culturali, percorsi educativi e laboratori per bambini e famiglie, offrendo nuove opportunità di fruizione del Giardino Inglese. Inoltre, l’area delle serre sarà anche uno spazio per la vendita di piante rare e ornamentali, un richiamo agli antichi mercati botanici dei Borbone. La prima serata-evento, Colonne sonore in Reggia, trasformerà il Giardino Inglese in un grande palcoscenico musicale, offrendo una fusione inedita tra natura e musica.

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

Romero Paprocki ha aperto a Milano

La galleria parigina sceglie Porta Venezia per la sua prima sede fuori dalla Francia e inaugura con Sutura, personale di…

14 Marzo 2026 16:02
  • Personaggi

Alfredo Accatino racconta la Cerimonia Paralimpica all’Arena di Verona

Arte contemporanea, danza e musica per la Cerimonia di Apertura Paralimpica realizzata da Filmmaster: Alfredo Accatino ci racconta il progetto…

14 Marzo 2026 14:30
  • Progetti e iniziative

Alla Fondazione Il Bisonte di Firenze quattro artisti rileggono la tradizione della grafica

La Fondazione Il Bisonte presenta le opere di Lori Lako, Leonardo Meoni, Bianca Migliorini e Chiara Ventura, nella mostra conclusiva…

14 Marzo 2026 12:30
  • Arte contemporanea

L’Uruguay alla Biennale di Venezia 2026, con la poetica dell’antifragile di Margaret Whyte

Margaret Whyte rappresenterĂ  l’Uruguay alla Biennale di Venezia 2026, con un’installazione che intreccia tessuti e resti tecnologici per riflettere sul…

14 Marzo 2026 11:30
  • AttualitĂ 

Chi ha bisogno del vero nome di Banksy? Anonimato e potere in cinque opere chiave

L’inchiesta di Reuters sull'identitĂ  di Banksy apre una domanda: a chi giova conoscere il suo vero nome? Un’analisi del suo…

14 Marzo 2026 10:51
  • Mostre

Nella soglia della pittura: Bonenti, Kokanovic e Zolfaghari alla Galleria Heimat di Roma

Alla Galleria Heimat di Roma il progetto di Pamela Berry riunisce gli artisti Manuela Kokanovic, Giovanna Bonenti e Benymin Zolfagari…

14 Marzo 2026 10:30