Categorie: Beni culturali

Restituita all’Italia un’opera di Antonio Solario, rubata dai Musei Civici di Belluno

di - 22 Luglio 2025

È tornata ufficialmente a Belluno la Madonna con Bambino di Antonio Solario, tempera su tavola del tardo Quattrocento, rubata nella notte tra il 24 e il 25 agosto 1973 dai Musei Civici del capoluogo dolomitico. La cerimonia di restituzione si è svolta a Palazzo Fulcis alla presenza del sindaco Oscar De Pellegrin, delle autorità locali e del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale – TPC, che ha condotto l’indagine insieme alla Procura di Belluno e al Ministero della Cultura.

Il dipinto, di 86×67 cm, era parte della donazione che il medico Antonio Giampiccoli fece alla città nel 1872, costituendo il primo nucleo della collezione civica inaugurata nel 1876. In passato attribuito a Giovanni Bellini, è oggi unanimemente riconosciuto come opera di Antonio Solario, detto Lo Zingaro, artista attivo tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo, influenzato dalla scuola veneziana ma operante anche a Napoli, dove si conserva un suo celebre ciclo di affreschi con Storie di San Benedetto, eseguito nei Chiostri dei Santi Severino e Sossio. Ma lo Zingaro viaggiò molto nella sua vita rocambolesca, come narrato dal biografo Bernardo De Dominici, e lavorò anche in Inghilterra: oggi le sue opere sono anche nelle collezioni del Bristol Museum & Art Gallery e della National Gallery di Londra.

Dopo il furto del 1973, che interessò anche altre opere, tra cui una Madonna con Bambino di Placido Fabris, ancora dispersa, della tavola di Solario si persero le tracce. Il suo ritrovamento risale al 2017, quando emerse un tentativo di vendita presso la casa d’aste Keys Fine Art di Norwich, nel Regno Unito. La segnalazione attivò i Carabinieri del TPC, che riconobbero l’opera tramite i database delle opere trafugate. Da allora, ha preso avvio un lungo e complesso processo di recupero.

La detentrice risultò essere Barbara de Dozsa, ex moglie del barone inglese che aveva acquistato il dipinto nel 1973 in buona fede. Inizialmente riluttante a restituirlo, invocando il Limitations Act britannico del 1980 — che permette di legittimare un possesso dopo sei anni se avvenuto senza collegamento al furto — è stata infine convinta da Christopher Marinello, avvocato specializzato nel recupero di opere d’arte trafugate e fondatore dell’organizzazione Art Recovery International.

Cerimonia di restituzione della Madonna col Bambino di Antonio Solario al Museo Civico di Belluno. Courtesy Art Recovery International

«Anche se la legge inglese era dalla sua parte, l’opera era sempre registrata come rubata nel database Interpol e in quello dei Carabinieri», ha dichiarato Marinello. «Non avrebbe mai potuto portarla in Europa, né esporla o venderla senza rischiare il sequestro». Dopo un percorso di dialogo durato quasi otto anni, De Dozsa ha scelto volontariamente di restituire il dipinto, rinunciando a ogni diritto e compenso, spinta da una obbligazione morale, come ha sottolineato Marinello, che ha ringraziato anche Arte Generali per aver coperto i costi del trasferimento come donazione a sostegno della causa.

Il quadro era stato trasferito nel maggio 2025 presso l’ambasciata italiana a Londra, in seguito a una rogatoria internazionale con il supporto di Eurojust. Durante gli anni, tuttavia, l’opera ha subito danni strutturali: il conservatore del museo, Carlo Cavalli, ha riferito di fratture sul supporto ligneo e perdite di materia pittorica. Per questo, la tavola sarà esposta al pubblico solo per una settimana, fino al 27 luglio, prima di essere affidata ai restauratori.

Il comandante provinciale dei Carabinieri di Belluno, Enrico Pigozzo, ha definito il caso «Complesso e delicato», sottolineando la necessità di «Non demordere nonostante le difficoltà giuridiche e diplomatiche». La storia della Madonna con Bambino è diventata così un esempio concreto di collaborazione internazionale nella tutela del patrimonio artistico e di restituzione della memoria collettiva.

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