Le opere appartenute alla regina Margherita di Savoia riemergono dai depositi del Palazzo Reale di Napoli, tornando fruibili al pubblico in un nuovo e affascinante allestimento disposto nel Castello Svevo di Trani. La sovrana ebbe con la Puglia uno stretto legame, da qui la scelta di ridare linfa culturale al maniero di Federico II, contenitore della mostra a lungo termine “La collezione della regina Margherita di Savoia da Napoli a Trani”. Un patrimonio messo in luce grazie alla collaborazione tra il Palazzo Reale di Napoli e la Direzione Regionale dei Musei Puglia, curata dai rispettivi direttori Mario Epifani e Luca Mercuri.
La collezione comprende un totale di 29 opere tra dipinti e sculture, acquistate dalla regina Margherita alle Esposizioni Biennali e Triennali a cavallo tra il XIX e il XX secolo. Tra gli artisti in esposizione, di diversa provenienza, si annoverano: Hans von Bartels (1856-1913), Bartolomeo Bezzi (1851-1923), Giuseppe Carozzi (1864-1938), Guido Casciaro (1900-1963), Gaetano Esposito (1858-1911), Richard Emil Miller (1875-1943), Alfred Smith (1853-1934), Andrea Tavernier (1858-1932), Josè Villegas y Cordero (1848-1922).
Nei quadri primeggiano paesaggi estesi e scene di vita popolare, vedute panoramiche si modellano negli accostamenti cromatici che creano dense atmosfere abitate da sentimenti. Dai dipinti affiorano luoghi pastosi, la luce squilla e trema sulle pennellate componendo una lirica materica.
Margherita di Savoia, prima regina dell’Italia unita, nutriva un grande amore per l’arte e l’istruzione: creò un salotto culturale, riunì una ricca biblioteca che curava personalmente, frequentava gli ambienti artistici e sostiene la formazione professionale, ponendo particolare attenzione alle donne. La sovrana, promotrice di sviluppo del suo Paese, viene definita in modo icastico dallo storico Indro Montanelli: «Era una vera professionista del trono, e gl’italiani lo sentirono. Essi compresero che, anche se non avessero avuto un gran Re, avrebbero avuto una grande Regina».
La collezione della regnante mecenate, esce così allo scoperto e per i prossimi tre anni restituisce ai visitatori del Castello Svevo di Trani uno scorcio di secolo, concentrato di cambiamenti politici, sociali e culturali. Un tempo scandito dalla storia, la nostra.
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