Photo credits: Adriano Mura Courtesy: Fondazione Querini Stampalia, Venezia
Progettato nei primi anni Sessanta da niente meno che Carlo Scarpa, il celebre Giardino interno di Fondazione Querini Stampalia, a Venezia, costituisce senza dubbio un caposaldo del patrimonio architettonico del Novecento: un microcosmo lagunare dove l’elemento più instabile di Venezia, ovvero l’acqua, viene addomesticata e integrata nel disegno planimetrico come materiale da costruzione, accanto alla pietra, alla luce e alla vegetazione. Oggi, questo delicatissimo ecosistema mostra in modo inequivocabile i segni del tempo, richiedendo un intervento di recupero urgente e meritato.
La grande occasione per ridisegnare il futuro di questo spazio arriva ora dalla seconda edizione dell’iniziativa culturale #Volotea4Veneto, un progetto promosso dalla compagnia aerea Volotea in collaborazione con il Gruppo SAVE e la Regione del Veneto. La Fondazione Querini Stampalia è stata infatti inserita nella rosa dei quattro progetti finalisti del territorio (insieme al Museo Civico di Bassano, al Parco della Lessinia e al Museo Archeologico di Vicenza) che si contenderanno, attraverso un voto online aperto al pubblico fino al 10 giugno 2026 sul sito del progetto, un finanziamento di quasi 40.000 euro destinato alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio locale. Per incentivare la partecipazione collettiva, la piattaforma prevede inoltre l’estrazione di un voucher di volo tra tutti i cittadini maggiorenni residenti in Italia che prenderanno parte alla votazione.
Il progetto di restauro presentato dalla Querini Stampalia interviene su una ferita silenziosa ma centrale della partitura scarpiana: il prato centrale, originariamente concepito come una superficie erbosa “pensile” e fluttuante nel cortile interno. L’usura strutturale richiede oggi un intervento urgente per la risistemazione del sistema di drenaggio profondo, l’installazione di un adeguato impianto di irrigazione invisibile e la successiva ricollocazione di specie vegetali specifiche, selezionate per resistere al microclima umido veneziano preservando al contempo la rigorosa identità botanica originaria disegnata dal maestro.
A sottolineare il valore critico e concettuale di questa operazione è la stessa direttrice della Fondazione, Cristiana Collu, che inquadra il giardino non come un semplice elemento decorativo d’archivio, ma come un paradigma etico: «Il giardino si configura come il luogo originario da cui prende forma l’idea stessa di relazione tra essere umano e natura: una costruzione culturale in cui miti, tradizioni e modelli simbolici riflettono il modo in cui ogni società interpreta il proprio stare al mondo. In questa prospettiva, il giardino assume oggi una valenza etica prima ancora che estetica: diventa un dispositivo capace di ricomporre la frattura tra cultura e natura, suggerendo una nuova postura nei confronti del vivente».
Sostenere il Giardino Scarpa in questa campagna di voto collettivo significa dunque sottrarre il capolavoro del modernismo alla decadenza per riaffermarlo come un bene comune attivo, un piccolo miracolo di pietra e acqua che, nel cuore della Venezia monumentale, continua a insegnarci una grammatica essenziale per abitare in armonia il nostro tempo.
Fino al 14 giugno, al Museion di Bolzano, è in programma "Mo num en ts", il film dell’artista thailandese Som…
Molto più che una mostra: Fondazione Merz di Torino ospita un progetto internazionale che parla di memoria e identità. E…
42 gallerie internazionali per The Phair, che torna alle OGR di Torino per la sua settima edizione, tutta dedicata alle…
Con la Sentenza Ozmo, il tribunale riconosce definitivamente la Street Art come valore culturale: una decisione destinata a fare scuola…
A Prato, Farsettiarte mette in vendita una ricca selezione di opere che raccontano l'arte del Novecento. Da Morandi a Warhol,…
Aule e corridoi della scuola media Calvi ospitano installazioni, workshop e performance, per un progetto promosso da una rete di…