Tutti i Gigapixel di Raffaello: il San Sebastiano è in Haltadefinizione

di - 31 Dicembre 2020

Tra le altre cose, il 2020 è stato anche l’anno di Raffaello, maestro un po’ sfortunato, ghermito nel fiore degli anni, appena 37 ma, pur se in una vita così breve, qualche soddisfazione se l’è tolta. E anche il post non è stato da meno, in effetti. Oltre alla grande mostra alle Scuderie del Quirinale, infatti, tante sono state le iniziative per ricordare il cinquecentenario della sua morte e l’ultima, in ordine cronologico, proprio allo scadere della mezzanotte del 366mo giorno di questo anno bisestile, è tutta tecnologica. Haltadefinizione, la tech company di Franco Cosimo Panini Editore, in collaborazione con Accademia Carrara, rende disponibile online il San Sebastiano, in tutta la gloria dei suoi gigapixel.

Il capolavoro giovanile dell’Urbinate, conservato nel museo bergamasco, è stato acquisito con una tecnica fotografica ad altissima risoluzione, grazie alla quale ogni singolo particolare può essere ingrandito attraverso un visore multimediale, rivelando dettagli invisibili a occhio nudo. Oltre che per i profani, l’acquisizione in gigapixel del San Sebastiano sviluppata da Haltadefinizione sarà utilissima anche per i professionisti restauratori, che potranno tenere strettamente sotto controllo lo stato di conservazione del dipinto.

«Siamo entusiasti di rendere fruibile sul portale di Haltadefinizione il San Sebastiano, una delle opere più importanti della collezione dell’Accademia Carrara in questo momento di chiusura prolungata causa Covid. L’altissima definizione è attualmente l’unica modalità di visione digitale che consente di poter apprezzare l’opera in tutti i suoi particolari, e sopperisce all’impossibilità dei visitatori di godere dell’originale dal vivo», ha commentato Luca Ponzio, founder di Haltadefinizione. «Al giorno d’oggi gli archivi digitali in altissima definizione sono una risorsa straordinaria per i nostri musei, grazie ai quali si aprono infinite possibilità di valorizzazione e fruizione del patrimonio artistico».

Considerando l’iconografia, ci aspetteremmo un San Sebastiano a figura intera, seminudo, sofferente e trafitto dalle frecce, simbolo del martirio delle carni. Raffaello, invece, ci stupisce con un mezzobusto avvolto in elegantissime e preziose vesti rosse, blue e dorate. Si vede solo una freccia, che il Santo impugna gentilmente come se fosse una penna, obliquamente, a scandire nettamente la profondità con una semplicità e una evidenza rarissimi da trovare in un’opera sacra dell’epoca. D’altra parte, la sua espressione non sembra particolarmente sofferente, anzi, il suo viso sembra esprimere una profonda dolcezza.

Databile tra il 1501 e il 1503, in ogni caso tra la commissione della Pala Baronci (1500-1501) e lo Sposalizio della Vergine (1504), il dipinto venne realizzato come immagine destinata alla devozione privata dal giovanissimo Raffello che, in quegli anni, pur se ancora giovanissimo e influenzato dallo stile del maestro, Pietro Perugino, già iniziava a farsi strada.

Dell’opera si persero le tracce per secoli, fino ai primi dell’Ottocento, quando il San Sebastiano iniziò a circolare tra diverse collezioni private lombarde, per approdare infine, nel 1866, all’Accademia Carrara, insieme ad altre 240 opere della collezione Lochis. A comprovare l’importanza del San Sebastiano, oltre i grandi elogi dei critici del tempo, è la sua quotazione, ben 4mila fiorini, una cifra altissima per l’epoca. E oggi, l’opera è disponibile alla visione di tutti, in altissima definizione.

«Un museo deve essere curioso e cercare le diverse opportunità per rendere il proprio patrimonio disponibile a un pubblico vasto. La tecnologia è un’opportunità, un veicolo col quale avventurarsi in viaggi sempre nuovi. In questo caso, il viaggio consentirà di entrare nei dettagli più nascosti di un capolavoro dell’arte come il San Sebastiano, avvicinandosi alla magia e al genio di Raffaello», ha raccontato Gianpietro Bonaldi, responsabile operativo Accademia Carrara Bergamo.

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

In una galleria di Roma Pedro Torres ha trasformato le onde gravitazionali in esperienza poetica e sensoriale

A Roma, la mostra Palpita costruisce un ambiente di luce e suono ispirato alle onde gravitazionali, dove interferometria e installazione…

4 Aprile 2026 17:00
  • Mostre

Quattro artisti contemporanei rileggono La Crocifissione di Hans Memling

In rapporto alle opere Matteo Fato, Stefano Arienti, Julia Krahn e Danilo Sciorilli prodotte appositamente, il Museo Diocesano di Milano…

4 Aprile 2026 14:30
  • Mostre

Nel mondo di Tina Dion, dove l’immagine porta le tracce del rimosso

L’artista irano-americana Tina Dion porta la pittura figurativa in un territorio fluido e ricco di simboli, dall'identità femminile alla diaspora:…

4 Aprile 2026 12:30
  • Danza

McGregor, Maillot, Naharin: tre visioni della danza contemporanea alla Scala

Le coreografie di Wayne McGregor, Jean-Christophe Maillot e Ohad Naharin entrano in repertorio alla Scala di Milano: un trittico che…

4 Aprile 2026 11:30
  • Mostre

Giochi di parole, scambi di paesaggi: Barry e Rubsamen in mostra alla Galleria Artiaco

La Galleria Alfonso Artiaco di Napoli presenta due mostre di Robert Barry e Glen Rubsamen: tra i colori del linguaggio…

4 Aprile 2026 10:30
  • Arte contemporanea

La ex Factory di Andy Warhol a New York diventerà un negozio Uniqlo

A New York, una delle sedi della Factory di Andy Warhol ospiterà un nuovo negozio del brand giapponese Uniqlo che,…

4 Aprile 2026 9:30