Blu.
Blu per un impossibile “Volo interno”.
Blu per una notte che ha un elicottero protagonista del suo cielo.
Blu per una parete costellata da finestre contigue di un surreale condominio.
Rosso, giallo, nero.
Colori per un corteo di proletari urbani.
Colori per una pausa sul libro di Lenin.
Colori per i ritratti di “Soggetti sociali antagonisti”.
Contrasti.
Le opere non sono molte, ma sufficienti a delineare le scelte stilistiche oltre che sociali dei due giovani autori.
Non si può non pensare al contrasto fra i due, osservando come Neri arrivi, attraverso immagini sempre più impoverite, ad un’allegoria della rappresentazione.
Non vedremo mai un aereo all’interno di uno spazio architettonico.
NĂ© finestre come quelle della grande tela in blu.
Sono indizi di realtà quelli dipintiti da Neri, non sempre però capaci di amplificarne l’essenza.
La scelta, presumo voluta, dell’uso della tempera su grandi superfici tende ad appiattire le figure sino quasi a renderle bidimensionali, lasciando l’occhio dell’osservatore non sempre soddisfatto.
Ripeto che è pur sempre una scelta stilistica voluta, e non necessariamente deve incontrare i favori del pubblico.
Tutt’altro è il mondo rappresentato da Salvino.
Salvino traduce le immagini di vita vera, a tratti estrema quando rappresenta cortei o manifestazioni, in istantanee riflessive e fisse.
Credo esista un legame fra le figure anonime dei cortei e i suoi ritratti di soggetti sociali, volto a dare letteralmente una fisionomia e un’individualità a quei fenomeni di gruppo che non vanno ad incidersi nella memoria proprio perché sono svaporabili.Può sembrare, la sua, una lotta contro il tempo, contro il repentino oblio cui sono destinate anche le più drammatiche notizie del nostro quotidiano.Notizie per lo più accompagnate da immagini, incapaci però con un pubblico viziato di destare stupore o dolore.
Ed è questa la contrapposizione cui accennavo prima, da un lato l’allegoria di Neri contro la fedele persino pedissequa riproduzione della quotidianità .
Probabilmente si discuterĂ sulla scelta di questi due artisti e sulla loro propensione alla pittura, al riguardo propongo la riflessione di Gianni Romano contenuta nel quaderno-catalogo della mostra:
”Come molta pittura degli ultimi dieci anni sembra sottolineare, sono proprio i limiti di questo mezzo a renderlo interessante. Così come nella nostra quotidianità , dopo lo schermo televisivo, siamo tornati a informarci davanti allo schermo di un computer, alla pittura chiediamo capacità inventiva, di essere simulacro di una finestra sul mondo, ma una finestra o uno schermo che vadano controcorrente, sintesi di dissonanze che non potrebbero obbedire a nessun ordine.”
L’occhio di chi guarderà potrà riflettere su tale assunto e se sia stato esplicato dai due pittori.
Il contributo critico di Gianni Romano
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