Con l’inizio del 2004 è partito, per la città di Bologna, l’anno del nudo e dell’arte erotica. La galleria che apre le danze è L’Ariete con trenta opere esplicite e conturbanti di ventinove diversi artisti. Le tre sale racchiudono una piccola enciclopedia del crimine amoroso senza nessuna censura: masturbazione, orge, narcisismo, omosessualità, sadomaso e altro.
La mostra raccoglie il ribelle Guido Crepax, il neopop Walter Bortolossi, l’eccentrico Luigi Ontani, i colori fiamminghi di Edi Brancolini, e tra tanti altri anche Nicola Samorì, vincitore di due premi Morandi. Tutti artisti che sfidano il conformismo, come il padre spirituale dell’intera esposizione, il “divin marchese” De Sade, che subì diverse condanne penali a causa della sua condotta immorale. I crimini dell’amore è infatti il titolo di una raccolta di novelle dello scrittore, apparsa nel 1799 in quattro volumi, e quattro sono anche le sezioni di questa mostra rispettivamente
Quasi nessuna delle opere vive il sesso con un senso di colpevolezza e il “crimine” di cui si parla è non l’atto in sé, quanto l’impotenza di sfuggire al nostro desiderio. A volte ne siamo così risucchiati da cadere nella perversione. Dolcemente perverso è il narcisismo di Luigi Mastrangelo (Santa Croce di Magliano, 1968) che come sempre si ritrae in narrazioni favolesche, naif ed edonistiche, mostrando il suo corpo nudo immerso nella natura che ne ammira il viso truccato e i lunghi capelli sciolti. Decisamente più peccaminoso è il dipinto di Walter Bortolossi (Basilea, 1961): un anello di corpi umani e animali che si uniscono tra di loro senza nessun altro scopo che il piacere.
La maratona erotica che percorrerà Bologna è solo all’inizio. Presto tutte le gallerie della città seguiranno l’esempio de L’Ariete e anche la Gam, la Galleria d’Arte Moderna del Comune, farà altrettanto.
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carolina lio
mostra visitata il 10 gennaio 2003
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