Dummy Award, c.. Antonio Jordan
Mentre la terza edizione di EXPOSED Torino Photo Festival si avvia verso la conclusione, il programma degli ultimi giorni si apre sempre di più al confronto intorno alle pratiche della fotografia contemporanea. Fino al 2 giugno, la manifestazione continuerà infatti ad attivare incontri, passeggiate urbane, presentazioni e momenti di approfondimento che mettono in relazione artisti, editori, curatori e pubblico, attraversando alcuni dei principali spazi culturali della città.
Tra gli appuntamenti più attesi di questo finale di edizione, EXPOSED feat Witty Books Dummy Award, la prima open call internazionale promossa dal festival insieme alla casa editrice indipendente Witty Books, dedicata alla pubblicazione di un libro fotografico inedito. Il progetto sarà al centro di una due giorni ospitata negli spazi di Cripta747, il 23 e 24 maggio, dove saranno esposti e consultabili i 20 dummy finalisti selezionati tra oltre 300 candidature provenienti da tutto il mondo. Ma cosa è il dummy? Nel linguaggio della fotografia contemporanea, il photo dummy è una sequenza di immagini tradotta in un oggetto editoriale in cui tutti gli elementi paratestuali – formato, impaginazione, grafica, carta, tipografia – partecipano attivamente alla costruzione del significato, diventando parte integrante della narrazione visiva complessiva.
Il Dummy Award si inserisce dunque in quella crescente attenzione che la fotografia riserva oggi alla forma-libro come dispositivo narrativo autonomo, strumento attraverso cui articolare sequenze, montaggi, archivi personali e costruzioni visive spesso difficili da restituire in contesti espositivi tradizionali. La scelta di coinvolgere una realtà come Witty Books, tra gli editori indipendenti italiani più attivi nel panorama internazionale del photobook, conferma questa direzione. Il progetto vincitore entrerà infatti nel catalogo della casa editrice e verrà sviluppato editorialmente nel corso del 2026, per poi essere presentato durante l’edizione 2027 del festival.
La giuria composta da Tommaso Parrillo, Giulia Ninotta e dall’artista Karla Hiraldo Voleau ha selezionato i finalisti valutando progetti che testimoniano anche la trasformazione del dummy contemporaneo: non più soltanto maquette preparatoria ma spesso opera compiuta, oggetto ibrido di sperimentazione tattile e narrativa, tra editoria, archivio e pratica artistica. L’annuncio del vincitore è previsto per sabato, 23 maggio.
Parallelamente, EXPOSED continua a disseminare il proprio programma in città. Oggi, 22 maggio, prende avvio in piazza San Carlo L’Edicola Acrobatica, intervento site specific di Paolo Ventura che trasforma il chiosco all’angolo con via Giovanni Giolitti in una soglia sospesa tra archivio cartaceo, memoria urbana e immaginario circense. Curato dalla Libreria Marini, il progetto dialoga con la mostra Acrobati 2020-2025, allestita sotto i portici della piazza, e riflette su due figure simboliche del Novecento, il circo e l’edicola, entrambe oggi in trasformazione e caratterizzate da una cifra di nostalgia.
Nel fine settimana tornano inoltre le ultime passeggiate guidate del festival, itinerari che attraversano il cosiddetto “miglio della fotografia” torinese mettendo in relazione mostre indoor e installazioni nello spazio urbano. Tra gli autori, Yorgos Lanthimos, Bernard Plossu, Mark Leckey, Diana Markosian, Wilhelm von Gloeden e la stessa Karla Hiraldo Voleau.
Il calendario proseguirà poi con una serie di incontri pubblici. Il 26 maggio, al FIATCafé500 della Pinacoteca Agnelli, sarà protagonista Walter Pfeiffer, in dialogo con Walter Guadagnini e Nicola Trezzi intorno alla mostra In Good Company, che raccoglie oltre cento opere realizzate dagli anni Settanta a oggi. Il 29 maggio sarà invece ancora Paolo Ventura a intervenire a CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia, con un approfondimento sul progetto Acrobati 2020–2025.
Tra gli ultimi appuntamenti anche Lavori in corso #3, format dedicato ai progetti editoriali e fotografici in fase di sviluppo, che coinvolgerà autori come Matteo De Mayda, Sara Lorusso e Federica Belli, e la premiazione finale del Garesio Wine Prize for Documentary Photography, dedicato a ricerche sui temi del paesaggio e dell’ecologia.
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