Saliamo una ripida scalinata nel cuore civico della città. Al secondo piano di Palazzo d’Accursio comincia il nostro viaggio lungo la vita e le opere di Giorgio Morandi, artista bolognese dell’ultimo secolo.
Nasce nel 1890, la sua produzione artistica prende il via negli anni ’20 e si articola in diverse fasi, scandite dal susseguirsi delle sale del museo.
Fin dall’inizio è evidente l’influenza di Cezanne nell’analisi dello spazio e della forma e nella scelta dei soggetti. Due temi sono costanti: nature morte e paesaggi. Conoscitore della pittura del passato e di quella a lui contemporanea, si avvicina alla tecnica dei metafisici. Figure solide si stagliano nello spazio: cubi, vasi di fiori e bottiglie, tutto illuminato da una luce fioca. I contorni non sono netti, ma vengono resi dall’accostamento di macchie cromatiche di diverse tonalità. Colori delicati e foschi disegnano il variare dell’ombra in contrasto con la monotonia degli oggetti dipinti.
Poi ci addentriamo nella produzione degli anni ’40. Le figure perdono parzialmente l’aura metafisica nella ricerca di un volto più realistico: il nero segna i bordi; un fascio di luce più intenso facilita lo studio delle ombre; i colori assumono una gamma più veritiera con tono vivaci.
Noi visitatori, anche se non siamo grandi esperti di Morandi, seguiamo il percorso e cogliamo facilmente l’evoluzione (i tre quadri affianco possono darne un’idea). Una volta conosciuto il suo volto d’artista, possiamo venire a contatto con alcuni aspetti della vita e della personalità. Vediamo la famiglia attraverso gli schizzi giovanili, respiriamo l’atmosfera del suo studio. Una vera e propria ricostruzione si affianca ad una serie di foto di Folon: quegli oggetti che ritroviamo nelle sue opere, quell’ordine che forse è solo una maschera labile per nascondere un caos inquietante, quei libri sulla pittura del passato fanno rivivere il personaggio Morandi.
Morandi è stato trascurato spesso per l’apparente monotonia dei soggetti. Adesso rivendica il suo ruolo nella storia della pittura attraverso questo museo e l’esportazione delle sue opere all’estero con una mostra alla Neue Pinakothek di Monaco (dal 15 febbraio “Giorgio Morandi. Disegni. 1960-1964”) e un’altra al Kunstmuseum di Winterhur (dal 31 marzo le collezioni svizzere di Morandi).
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