Dal Mediterraneo alla Palestina: il video d’artista protagonista al Madre

di - 5 Giugno 2026

Dal Mediterraneo alla Palestina, passando per Napoli e attraversando le geografie dell’esilio: il museo Madre apre le porte alla seconda edizione di L’ombra dell’albero, rassegna dedicata al video d’artista che, dal 5 al 21 giugno 2026, si diffonderà tra la Sala Madre e il patio del secondo cortile, aprendo uno spazio di proiezione, confronto e ascolto.

Dopo il debutto dello scorso anno, il progetto torna con una formula rinnovata che coinvolge direttamente alcune delle realtà indipendenti più attive della Campania, chiamate a contribuire alla costruzione del programma curatoriale. Un passaggio che segna una significativa apertura del museo verso il territorio, affidando a spazi e organizzazioni autonome il compito di individuare artisti e opere capaci di restituire la complessità del presente.

Nicola Baratto, Tears of Fog

Il titolo della rassegna, ideato dalla curatrice della prima edizione Martha Kirszenbaum e ispirato a un verso del poeta libanese Bassam Hajar, richiama l’immagine dell’albero come simbolo simultaneo di radicamento e sradicamento, appartenenza ed esilio. Una metafora che attraversa l’intero programma, incentrato sul Mediterraneo come spazio di memorie stratificate, conflitti, migrazioni e identità in trasformazione.

Elisa Caldana, The Island Behind The Horizon

La principale novità di questa seconda edizione risiede proprio nel coinvolgimento di sei realtà indipendenti attive sul territorio campano: ATTIVA Cultural Projects, EX – VOTO [radical public culture], Flip Project, Marea Art Project, Opificio Puca e Quartiere Latino. A ciascuna di esse il museo ha affidato la selezione di un artista e di un’opera video, dando vita a una programmazione costruita attraverso una pluralità di sguardi e sensibilità. Il coinvolgimento diretto delle realtà indipendenti interviene così nella costruzione stessa dei contenuti, riconoscendo il ruolo che questi soggetti svolgono nella ricerca artistica contemporanea e nella lettura delle trasformazioni culturali e sociali.

Gruppo Underworld, Napoli Assediata

Dal 5 all’11 giugno saranno proiettati our songs were ready for all wars to come (2021) di Noor Abed, selezionata da Marea Art Project, Napoli Assediata (2006) del Gruppo Underworld, proposto da Opificio Puca, e Tears of Fog (2025) di Nicola Baratto, scelto da ATTIVA Cultural Projects. Il 7 giugno è previsto un incontro tra Noor Abed e Marea Art Project, mentre l’11 giugno dialogheranno Nicola Baratto, ATTIVA Cultural Projects, Giuseppe Montesano per Opificio Puca e Fabrizio Cicero insieme a Quartiere Latino.

Joud Toamah, Traveling Images, an Image Amidst the Heart

Dal 12 al 18 giugno il programma proseguirà con Application (2019) di Fabrizio Cicero, presentato da Quartiere Latino, Traveling Images, an Image Amidst the Heart (2019) di Joud Toamah, selezionata da EX – VOTO, e The Island Behind The Horizon (2015) di Elisa Caldana, proposta da Flip Project. Il 18 giugno è previsto un momento di confronto con gli artisti e le realtà coinvolte.

Noor Abed, our songs were ready for all wars to come

Nelle giornate conclusive, dal 19 al 21 giugno, tutte le opere saranno nuovamente presentate in un unico programma di proiezioni, offrendo una visione complessiva del progetto. A chiudere la manifestazione, il 21 giugno, sarà Mai Mai Mai, progetto audiovisivo del musicista e produttore Toni Cutrone, che presenterà Karakoz, album realizzato nel 2024 in Palestina. Un finale che conferma l’attenzione della rassegna verso le geografie del Mediterraneo e le narrazioni che attraversano i suoi confini, reali e simbolici.

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