Sandra Milo
«Oggi alle 8:25 del mattino nostra madre è venuta a mancare. Ci ha lasciato serenamente, addormentandosi nel suo letto, nel modo in cui ci aveva espressamente richiesto, circondata dal nostro amore». Inizia così il messaggio di cordoglio che sui social annuncia la scomparsa di Sandra Milo, nata a Tunisi l’11 marzo 1933, volto tra i più amati del cinema italiano e televisivo, che ha lavorato con i più grandi registi a partire a partire dagli anni Cinquanta. Roberto Rossellini, Sergio Corbucci, Luigi Zampa, Dino Risi e, più recentemente, Pupi Avati, Gabriele Salvatores e Gabriele Muccino: sono solo alcuni dei nomi che ne hanno immortalato sulla pellicola la figura di diva, adattandola a disparati ruoli. Senza dimenticare Federico Fellini, per cui interpretò ruoli centrali nei film 8 ½ e Giulietta degli spiriti, in quest’ultimo al fianco di Giulietta Masina, moglie del regista. Indimenticabile in particolare la sua interpretazione di Carla in 8 ½, film vincitore di 2 Oscar e 7 Nastri d’Argento in cui Sandra Milo veste i panni della sbarazzina amante di Guido Anselmi (Marcello Mastroianni), alter ego del regista. È nota infatti la relazione clandestina che ebbe con Fellini per 17 anni.
La sua carriera cinematografica è stata segnata da una settantina di film, tra cui Il generale Della Rovere, Adua e le compagne, Fantasmi a Roma e Il giorno più corto, che l’hanno portata a lavorare con figure chiave del cinema italiano come Eduardo De Filippo, Vittorio Gassman, Totò, Eduardo e Peppino De Filippo, Jean-Paul Belmondo, Ugo Tognazzi e il già citato Marcello Mastroianni.
Il suo carattere libero e fiero ha continuato a imporsi all’attenzione pubblica anche nei suoi ultimi anni di vita, come quando nel 2023, a 90 anni compiuti, ha posato per la rivista Flewid assieme ad altri “corpi non conformi”, al claim di Embrace yourself: the greatest Revolution, lottando contro lo stigma dell’“ageismo”, una forma di pregiudizio secondo il quale una donna a quell’età debba coprirsi e farsi da parte. Una campagna che aveva fatto rumore, attirando inevitabilmente indignazione e critiche sui social. «Rivoluzione è qualcosa che si evolve, che segue l’esigenza dei tempi. Arriva quando è giusto che avvenga un grande cambiamento. Il cambiamento è naturale, fa parte della vita. Il cambiamento non si può arrestare, è già in atto», affermava Sandra Milo nell’intervista rilasciata in occasione del servizio. «Non si deve aver paura dell’amore. L’amore è la forza più grande del mondo e possederla è un privilegio. Ma bisogna imparare ad amare correttamente, mettendosi in ascolto dei bisogni dell’altro, curando il benessere di ogni individuo e non solo di quelli in cui ci si riconosce, consentendo a ogni forma di amore di esprimersi liberamente senza far sì che si senta a torto esclusa o peggio diversa, garantendo il diritto all’inclusività».
Tanti i commenti del mondo del cinema e dello spettacolo che hanno espresso pubblicamente il proprio cordoglio per la scomparsa dell’attrice. Tra questi, Chiara Sbarigia, Presidente di Cinecittà, che afferma: «Il cinema oggi piange una indimenticabile protagonista del cinema, anticonformista e icona della commedia italiana. Sotto la direzione di maestri come Federico Fellini, Roberto Rossellini, Gabriele Salvatores e Pupi Avati, ha connotato con la sua vivacità e originalità una lunga epoca del cinema italiano. Sandra Milo ci ha raccontato i mille mondi della femminilità e, ancora oggi, nelle donne del cinema italiano risiede una parte di lei. Tutta Cinecittà la ricorderà tra i volti che hanno portato il cinema italiano nel mondo».
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