Non è che vogliamo fare i nichilisti a tutti i costi ma, insomma, lâennesimo trenino PEPEPE, questâanno per giunta con Rovazzi, Annalisa, Anna Tatangelo e tutti gli altri allegri Amici, potrebbe risultare un poâ indigesto. A questo punto, potreste sconvolgere la routine del cenone con una programmazione dâimpatto anche per quella vostra zia un poâ avanti con gli anni. Insomma, ecco la nostra heavy rotation di film per il Capodanno, da far scorrere sullo schermo del vostro apparecchio televisivo magari anche giusto in sottofondo. Prendetevi solo una doverosa pausa di riflessione per il quinto discorso di Sergio Mattarella a reti unificate e poi godetevi â o rigodetevi â questi titoli.
PerchĂŠ vedere Strange Days a Capodanno? PerchĂŠ questo film è un vero e proprio cortocircuito temporale. Lâanno di uscita è il 1995 e si respira tutta lâatmosfera e lo spirito del tempo (anche grazie alle due interpretazioni iconiche di Ralph Fiennes e Angela Bassett). Lâazione si svolge però negli ultimi giorni a cavallo tra il â99 e il 2000, in quello che era, allora, un futuro molto prossimo ma carico di ansie millenaristiche che forniscono materiale prezioso per la fantascienza distopica. Contemporaneamente, il film si ispira anche alle sommosse contro il razzismo della polizia di Los Angeles nel â92. E Kathryn Bigelow sa certamente come mettere in scena il caos in modo visionario e coinvolgente. Soprattutto, lâintero film ruota intorno a questo aggeggio, lo Squid, che permette a chi lo indossa di vivere in prima persona, in modo viscerale, unâesperienza elettrizzante (gioco, violenza, sesso). Vi suona familiare? Certo, perchĂŠ non è altro che la VR di oggi! Ok, una sua versione un poâ estremizzataâŚ
Insomma, il film ha davvero preconizzato il nostro presente ed è diventato quasi un testo di teoria per gli studiosi della percezione immersiva e plurisensoriale. Non câè visione migliore di questa, per incominciare i ruggenti anni Venti.
(Lorenzo Marmo)
Tutto pronto per il cenone di capodanno? La tavola è imbandita? Tanto sappiamo come andrĂ a finire: mangerete tanto e vi troverete scarichi dopo la mezzanotte. Potrebbe servirvi un poâ di adrenalina? Per caritĂ , solo 4 mg, altrimenti potreste passare un brutto quarto dâora, come il famosissimo giallista Harlan Thrombey che, in occasione del suo ottantacinquesimo compleanno, ha invitato la sua stravagante e very wasp famiglia nella sua splendida tenuta di campagna, acquistata negli anni â80 grazie a grandi successi letterari come I mille coltelli, La Vacca e il Fucile, Lâarcobaleno della GravitĂ . Come dite? Ma certo, ovvio, la cena finirĂ male, malissimo, come da tradizione del resto: Invito a Cena con Delitto (1976), Signori, il delitto è servito (1985), Ti ameròâŚfino ad ammazzarti (1990). E scommetto che câerano ottimi ristoranti anche sui bellissimi treni della Compagnie Internationale des Wagons-Lits, che gestiva il collegamento Orient Exrpress. Dâaltra parte, stiamo parlando di Cena con delitto â Knives Out, film scritto e diretto da Rian Johnson, visibile su Amazon Prime Video.
Ma non dovete preoccuparvi, a risolvere il caso ci sarĂ Mister Blanc, un ottimo e per lâoccasione imbolsito Daniel Craig. Sospetti chiari e unicamente tra parenti, Walt (Micheal Shannon), Richard (Don Johnson), Joni (Toni Collette), sempre pronti a uccidersi, ma tranquilli, non a Capodanno.
In perfetto stile Sleuth (1972), in Knives Out tutto avviene nella magione di Ames Mansion, a una velocitĂ pazzesca. E tra dolci e bollicine, vi potrete anche gustare il firmamento di attori â Jamie Lee Curtis, Chris Evans, Frank Oz, Katherine Langford â che costella questo delizioso whodunit, ovvero giallo a enigma.
Qualcuno ha parlato di puro entertainment, black comedy, domus-addiction nel cinema di oggi. Qualcun altro di sottile traccia anti-trumpiana: la famiglia contro Marta, lâimmigrata uruguaiana. Ma in fondo il risultato è chiaro. Rian, ispirandosi al genere e innervandolo di temi e atmosfere attuali, ci fa venire una gran voglia di riprendere i classici, tra libri e filmografie. E questo perchĂŠ a metĂ del racconto, tra coltelli, stanze oscure e facce sbalordite, con la camicia sporca di gamberone e la bocca che profuma di champagne, Knives Out ci farĂ ammettere candidamente: ÂŤMa cosa diavolo sta succedendo?Âť.
(Domenico Sgambati)
Klaus e Dovâè il mio corpo, sono le proposte natalizie di Netflix per chi ama i film dâanimazione. Entrambe prodotte nellâultimo anno e in Europa, rispettivamente Spagna e Francia. Se volete passare il post cenone di Capodanno sul divano, isolandovi dalla guerra pirotecnica che si svolge al di lĂ della finestra, ecco due valide alternative.
Klaus â I segreti del Natale è prodotto da SPA Studios e distribuito da Netflix come suo primo film animato originale. Lâautore, Sergio Pablos, al suo debutto alla regia ci racconta una tipica storia di Natale adatta a tutta la famiglia, che ha il pregio di non essere banale e di non annoiare i grandi. Il protagonista è un improbabile postino, un ragazzo viziato, figlio di una ricca famiglia che gestisce i servizi postali per il regno, mandato al Polo Nord per imparare sacrificio e responsabilitĂ . SfrutterĂ lâincontro con un boscaiolo per tornare a casa il prima possibile. Sullo sfondo, un villaggio in perenne lotta fratricida e tanti bambini, per una storia di Natale atipica ma dal gusto antico e colma di valori positivi senza retorica, che diventerĂ un classico.
Ora, se invece che famiglia, vischio e lenticchie per voi il Capodanno è riflessione, passaggio e rinascita, vi consigliamo Dovâè il mio corpo, mattatore di premi per lâanimazione nel 2019, diretto da JĂŠrĂŠmy Clapin, dal romanzo Happy Hand di Guillaume Laurent. Una fine è anche un inizio, un passaggio è sempre doloroso, il destino esiste o siamo noi a crearlo e le coincidenze incidono sulla nostra vita piĂš delle nostre scelte?! No, non è un esame di filosofia. Ă la storia di una mano che se ne va strisciando per Parigi. E di un ragazzo che, nella stessa cittĂ , affronta i drammi quotidiani di ogni adolescente che deve diventare uomo. La mano è schiva e delicata ma sa il fatto suo nellâaffrontare il proprio viaggio. Il ragazzo è timido e indeciso ma saprĂ a sua volta trovare una strada, anche se il problema atavico è sempre quelloâŚsarĂ quella giusta? La grafica è elegante, lâanimazione semplice e coerente, la narrazione, superata lâimpasse della doppia trama, fluisce e convince, al punto da emozionarvi e, perchĂŠ no, commuovervi.
Ogni fine è un inizio, da ogni fondo di barile si risale, cambiati ma piÚ forti: entrambi i film ci restituiscono, in modi diversissimi, questi messaggi. E io li consiglio a voi, per augurarvi, insieme a exibart, un 2020 ricco di buone nuove.
(Gabriele Toralbo)
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