Primo lavoro di Andrew Patterson, The Vast of Night è un film di fantascienza presentato nella sezione Tutti ne parlano della Festa del Cinema di Roma 2019. Sci-fi presentato come tributo al filone spielberghiano, è ambientato negli New Mexico degli anni ’50 nella piccola cittadina di Cayuga.
Il film si apre in una serata estiva animata dalla partita di basket della high school, evento che raccoglie quasi tutti gli abitanti della città. Mancano Fay (Sierra McCormick) ed Everett (Jake Horowitz), a passeggio per la città con un nuovo registratore, cercando qualcuno da intervistare tra le sparute persone rimaste in giro. Al termine della loro passeggiata rientrano entrambi ai loro impieghi: Fay è una centralinista ed Everett lavora alla radio cittadina, molto seguita dalla comunità.
Di lì a poco Fay riceve una telefonata da una donna allarmata che sostiene di vedere qualcosa nel cielo sopra casa sua. La telefonata viene progressivamente sempre più disturbata da una singolare interferenza che arriva a coprire interamente il segnale per poi stabilizzarsi sulla linea. Incuriosita, la ragazza fa sentire l’interferenza ad una collega, che però non ha mai sentito nulla di simile.
Decide allora di chiamare l’amico Everett perchè la senta anche lui. Everett interrompe l’attività radiofonica per ascoltare il segnale, che gli risulta ignoto. Incuriosito a sua volta decide di trasmetterlo in radio lanciando un appello a chiunque possa riconoscerlo. Da questo momento inizia un’indagine fatta di lunghi dialoghi e telefonate che conduce alla scoperta di un nastro di origine militare custodito nella biblioteca comunale, in cui è registrato lo stesso suono.
A questo si aggiunge la telefonata di un’anziana signora che chiede di incontrare i ragazzi per poi raccontare loro della sparizione del figlio, anni prima, che riconduce ad un’azione degli alieni. Nel frattempo si moltiplicano le segnalazioni di strani avvistamenti nel cielo notturno di Cayuga. Attraverso scene che lasciano spazio a lunghi dialoghi, il film prosegue nello svolgersi di una trama dominata da uno stato d’attesa che viene soddisfatta da un finale inevitabilmente scontato.
Patterson decide di impostare questo sci-fi ponendo al centro la comunicazione ed i suoi mezzi, accostandolo così al segno del nostro tempo, anch’esso dominato dalla comunicazione: la maggior parte del minutaggio del film è infatti coperta da dialoghi, telefonate e comunicazioni radio. Non tutti i dialoghi però hanno un ritmo e dei contenuti proporzionati alla loro durata, sacrificando così la tensione e l’inquietudine ricercate. Il film presenta effettivamente diverse caratteristiche che rendono omaggio a grandi capolavori della fantascienza come Incontri ravvicinati del terzo tipo e Twilight Zone, ma non sembra spingersi molto oltre: complice una trama conseguentemente scarna, The Vast of Night si risolve in un esperimento in cui forse la cosa più riuscita è la realizzazione tecnica.
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