Categorie: Danza

L’idiota di Dostoevskij rivive nella danza di Saburo Teshigawara

di - 23 Aprile 2024

Impresa enorme, se non impossibile, voler rappresentare il gran romanzo di Fedor Dostoevskij, L’idiota, in una forma di danza non narrativa. Ancor più se astratta, sintetizzata in un tempo breve, e con due soli interpreti. Possono riuscirci solo i grandi coreografi e danzatori, quelli che nel loro corpo e nel pensiero hanno maturato il gran bagaglio dell’esperienza umana e artistica, tale da arrivare alla sintesi e al senso profondo racchiuso ed espresso nel movimento. I giapponesi Saburo Teshigawara e Rihoko Sato, lui settantenne e lei poco meno, coppia storica e maestri indiscussi della scena coreutica internazionale, riescono mirabilmente a tradurre sulla scena un distillato della storia del principe Myshkin, – uomo tanto spiritualmente buono e nobile quanto ingenuo e inesperto della vita – focalizzandola sul rapporto amoroso e travagliato con Nastas’ja Filippovna, i due personaggi principali che lo scrittore russo immortalò sulle sue pagine. Teshigawara le traduce incarnandole, con la sua peculiare scrittura fisica, nel movimento contenuto all’interno delle parole restituendoci l’essenza emotiva, quella sì, dell’opera. Nessun testo, nessun racconto didascalico. Solo pura danza, che include echi di Butoh e di Kabuki.

The Idiot, Saburo Teshigawara, ph. Akihito Abe

«Voci silenti che si sentono tra le parole, urla e gemiti, mormorii e sussurri, tutto diventa movimento e danza», asserisce Teshigawara. Nel suo spettacolo The Idiot (all’Arena del Sole di Bologna, nell’ambito di CARNE – focus di drammaturgia fisica), creato nel 2016, anche se non si conosce l’intreccio del complesso romanzo di Dostoevskij, e si prescinde da esso, ci arriva tutta la pregnanza, in un duetto danzato, di una poetica, contrastata storia d’amore con quei sentimenti di gioia, sconforto, passione, dolore e solitudine che la animano. Ammantati di echi lontani, i movimenti fluidi, sfumati, vorticosi della coppia di danzatori, lasciano scie luminose nello spazio, lo cesellano nei dettagli dei gesti scolpiti o sciolti, lo espandono con tutti gli arti vibranti del corpo che “raccontano” i moti dell’anima. A suscitarli è anche, sulla nuda scena, un sapiente gioco di luci – firmate, insieme ai costumi bianchi e neri, dallo stesso coreografo – che evocano atmosfere ora drammatiche ora luminose, ora intime ora sospese.

The Idiot, Saburo Teshigawara, ph. Akihito Abe

La coppia si divide gli assoli, lui esprimendo le diverse sfaccettature di Myshkin, l’alterigia, l’innocenza, la bontà, l’epilessia, l’innamoramento, il misticismo, la follia; lei l’orgoglio, l’eleganza, la severità e la riservatezza della donna amata e negata (ipnotiche le braccia fluttuanti di Rihoko Sato, l’elasticità delle gambe e dei piedi che sembrano non toccare terra). Tra volteggi e giri di valzer, fughe e ritorni, il corpo sussulta, si abbatte a terra, s’invola, cerca il contatto, si confonde; le mani tremano nevroticamente, svolazzano come farfalle; le gambe vacillano, si irrigidiscono; il volto s’incornicia in visioni beatifiche; e il ballo continua fino a quando le due solitudini si sfiorano appena per riprendere traiettorie diverse, attraversate, di tanto in tanto, dall’intrufolarsi velocissimo di un grosso topo nero dalla lunga coda, che rompe le sequenze.

The Idiot, Saburo Teshigawara, ph. Akihito Abe

La danza vive di un tessuto musicale che va da Debussy a Tchaikovsky, da Chopin a Shostakovich, Schubert, Balance, Peter Christopherson, Drew McDowall, Bach, Tartini, rotto dal mix sonoro di ingranaggi stridenti, di percussioni, schianti e scampanellii, e dal ripetuto, vertiginoso Valzer n. 2 di Shostakovich. La qualità dei due danzatori è sorprendente, la leggerezza e l’energia che essi sprigionano, se si pensa anche all’età, va oltre l’immaginazione. Corpi che sembrano smaterializzarsi e subito tornare nuovamente a esistere. E le pur ripetizioni di movimenti che potrebbero rallentare l’attenzione, non tolgono nulla alla fascinazione di una danza stilizzata, poetica, misteriosa, che filtra solo bellezza.

The Idiot, Saburo Teshigawara, ph. Akihito Abe

Il poliedrico artista giapponese Saburo Teshigawara prosegue la sua breve tournée italiana – dopo il Teatro Regio di Parma e l’Arena del Sole di Bologna – il 19 aprile al Teatro Ponchielli di Cremona con Ophelia, il 26 al Teatro Ristori di Verona, e il 30 aprile al Teatro del Giglio di Lucca con Adagio (qui la nostra recensione).

The Idiot, Saburo Teshigawara, ph. Aya Sakaguchi

Articoli recenti

  • Arte moderna

Dentro Il Quarto Stato: Pellizza da Volpedo e la costruzione di un’immagine collettiva

Un’esposizione monumentale, in corso fino al 25 gennaio 2026, riporta Pellizza da Volpedo alla Galleria d'Arte Moderna di Milano. Dai…

19 Gennaio 2026 19:20
  • Progetti e iniziative

L’arte esce dai Musei con COM, il progetto guidato dall’Accademia di Carrara

Accademie, Conservatori e UniversitĂ  insieme, per creare un unico museo a cielo aperto: il progetto guidato dall’Accademia di Belle Arti…

19 Gennaio 2026 18:22
  • Personaggi

Addio a Valentino Garavani: morto a 93 anni il re della couture

È morto oggi a Roma Valentino Garavani, fondatore dell’omonima maison e figura cardine della moda italiana del secondo Novecento: aveva…

19 Gennaio 2026 18:07
  • Mercato

Singapore è il luogo ideale per una fiera internazionale

Crocevia culturale, snodo tra Est e Ovest, osservatorio privilegiato sulle trasformazioni del mercato. Alla vigilia dell’apertura, Magnus Renfrew, co-fondatore di…

19 Gennaio 2026 13:48
  • Teatro

Shirin Neshat debutta nella regia lirica, con Orfeo ed Euridice al Teatro Regio di Parma

La stagione d’opera del Teatro Regio di Parma si apre con l'Orfeo ed Euridice di Gluck, affidato alla regia di…

19 Gennaio 2026 13:30
  • AttualitĂ 

Iran, artisti uccisi durante le proteste: la repressione colpisce anche l’arte

Nel pieno delle proteste in Iran, emergono notizie sulla morte di artisti coinvolti o colpiti dalla violenza statale, mentre continua…

19 Gennaio 2026 12:44